A Ponte nelle Alpi con nonni e bambini seminiamo la gentilezza!

Sono arrivati muovendosi pian piano, chi accompagnato sotto braccio e chi in carrozzina. I loro gesti apparivano cauti non tanto per la difficoltà del procedere quanto per gli sguardi che dedicavano alle cose
intorno, quasi un tentativo di metterle a fuoco: la luce intensa, il calore del sole, l’erba cresciuta velocemente dopo le piogge, nel grande cortile della Casa del Sole; e poi le persone, poche e a distanza, ma presenti per la prima volta dopo due anni e lunghi periodi di isolamento. Un pensiero si intravedeva dal luccichio dei loro occhi: “ È primavera, nonostante tutto”.
Il secondo gruppo è entrato invece nello spiazzo di Paiane con passo baldanzoso e allegro, impegnato in un chiacchiericcio che destava il sorriso e la voglia di sapere cosa mai si stessero raccontando. Invece si è seduto compostamente sul prato davanti ad una lunga aiuola, in attesa di un evento che stava per iniziare. A chi si fa riferimento? Alle due piccole comunità, protagoniste dell’iniziativa “Il Veneto semina gentilezza”: gli ospiti della casa di riposo di Ponte e i bambini della scuola elementare di Oltrerai. La iniziativa, nel suo concretizzarsi, si è arricchita via via di sfumature e contributi locali, dando vita a due storie di paese. Il Comune ha coordinato il progetto e ha fornito un tocco di solennità presenziando alla manifestazione finale, ma i volontari del Comitato frazionale di Paiane e dell’associazione “Accanto all’anziano e…”, assieme gli alunni della scuola primaria di Oltrerai, sono stati la forza motrice delle iniziative, attivandosi per realizzare i giardini in cui sono stati messi a dimora non solo fiori, ma anche salvia, prezzemolo, basilico, patate. Se, come suggeriva il titolo dell’evento, la gentilezza si può seminare, cominciamo allora da una piantina, devono aver immaginato gli organizzatori, sorretti dall’idea che questo stato d’animo non deve essere il gesto momentaneo, facile e un po’ formale, ma una reazione a catena e uno sguardo rivolto al futuro.
Mettendo un seme, si sa già di dover preparare la terra e bagnarla, di togliere le erbacce e proteggere i germogli in attesa che la pianta dia frutti. Chi ha cura di un oggetto, di un animale, di una persona, esce dall’orizzonte personale, si sforza di capire bisogni che forse in quel momento non sono i suoi, e di entrare nei panni degli altri.
I bambini lo hanno trasmesso con efficacia questo procedimento! Nelle brevi frasi pronunciate al microfono hanno parlato dei loro gesti di gentilezza; non il “grazie” o il “per favore” come c’era da aspettarsi e che rimangono comunque parole importanti, ma “ho aiutato il papà”, “ho riordinato il tavolo”, “ho aggiustato qualcosa”… azioni che creano un legame e portano a una collaborazione.
Impegnativo è stato il lavoro dei bambini e degli insegnanti in preparazione dell’evento: disegni, ricette
culinarie con le erbe dell’orto e filastrocche che sono state distribuite a tutti i presenti.
Da rimarcare anche, la sensibilità degli operatori della Casa del Sole che si sono adoperati affinché i nonni godessero di un momento di evasione dalla solita routine.
A conferma che la gentilezza non è un atto fine a se stesso, ma uno stile di vita che va coltivato con l’esempio.
Un singolo gesto non fa la differenza: sono i tanti gesti che possono diventare contagiosi e produrre dei
cambiamenti.

02 Maggio 2022  Vanda De Nes – Associazione “Accanto all’anziano e…”