Bumbaca Domenica

Località: Calabria / Locri
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

Costruire gentilezza è un gesto semplice ed istintivo. Ogni giorno compiamo azioni importanti verso gli altri. Basta un buongiorno con il sorriso oppure mostrare la propria disponibilità per risolvere qualcosa. I piccoli gesti come le parole di conforto sono l’essenza della gentilezza.

L’impegno è quello di mostrarsi sempre disponibili e mostrare le maniere gentili in ogni occasione, sul lavoro come al supermercato.

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

È il punto di riferimento della mia vita, la mia guida, il mio braccio destro: la mia mamma. Ogni giorno in ciò che fa esprime azioni gentili in famiglia e verso gli altri, dimostrandosi generosa e buona come lo era la sua mamma, la mia nonna di cui ho un ricordo troppo caro e affettuoso. 

In qualità di Assessore alla Gentilezza cosa significa per te essere un Costruttore di Gentilezza?

Costruire gentilezza per la comunità e verso la comunità è una grande sfida. Spesso le buone pratiche e le piccole azioni vengono o sottintese o non considerate. Invece dico che solo attraverso la semplicità e l’approccio alle buone maniere si può costruire una sana società che guarda al futuro attraverso gli occhi dei bambini. Sono loro, infatti, la mia forza e la forza della città. I loro consigli, le loro critiche, i loro sogni devono essere ascoltati per costruire una città gentile e rispettosa.

Guardo i miei figli e mi chiedo come posso spiegare la gentilezza se non dando l’esempio ed essere una persona gentile accanto a loro. Ecco l’impegno per una società civile che punta sull’essere e non sull’apparire. Essere gentile per star bene con sé stessi e con gli altri, apprezzando le piccole cose e mettere in atto, ogni giorno una buona pratica. Oggi ancora di più, costretti a vivere senza un abbraccio, un incontro tra amici, una cena in famiglia, una merenda condivisa, una visita agli anziani nonni, un pomeriggio al parco con tuo amico diversamente abile, sono momenti che mancano e di cui dobbiamo riappropriarci per vivere meglio, mostrando educazione e buone maniere. Quindi essere gentili e mostrarsi vicino agli altri e alla propria città è davvero necessario per costruire una città basata sul rispetto e la condivisione.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?

La parola, che ormai chi mi conosce dice che è diventato l’incipit di ogni mio discorso, è “cara/o” rivolgendolo sia quando incontro qualcuno che al telefono. Una sorta di saluto, insomma, che però mi piace perché è sinonimo di affetto e confidenza, oltre che trasmette empatia. E ogni giorno, inoltre, non possiamo non dire “grazie” a chi ci è vicino e a chi ti sostiene. 

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

Attraverso azioni semplici che parlano il linguaggio dei bambini. Dando il buon esempio e organizzando momenti di attività ludico – ricreative, sociali e culturali che mettono al centro le idee dei bambini, le buone maniere e soprattutto la condivisione dei valori. Anche attraverso un gioco o durante l’ora di educazione civica possiamo scoprire quanti gesti gentili possiamo attuare per il benessere di noi stessi, dei più bisognosi, fragili e deboli, di chi ci circonda e per la consapevolezza di sentirsi più comunità.

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?

Penso che il modo migliore sia quello dell’esempio. Portando avanti buone pratiche, essere gentili sempre anche di fronte le avversità e la maleducazione, ti porterà a correggere, anche indirettamente i comportamenti di altri. Mi auguro che i ragazzi possano essere sempre attorniati da persone gentili, genitori, docenti, educatori, istruttori, amici e compagni.