De Salvia Michela Lucia

Località: Puglia / Casalvecchio di Puglia
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

Nella mia comunità locale costruiamo e valorizziamo la gentilezza attraverso piccoli gesti, in grado di smuovere molto di più di quello che si può immaginare, azioni concrete centrate sulla condivisione, atte a favorire l’unità, a coinvolgere i propri concittadini e le associazioni, a rafforzare il senso di comunità, momenti e spazi di crescita per i più piccoli.

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

Sicuramente la mia mamma: il suo animo gentile, altruista, fiducioso, generoso di elogi e paziente, ha trasmesso a me i valori della semplicità, della premura, della dedizione, della spontaneità e della sensibilità verso gli altri.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?

“Conta su di me”, quattro semplici parole che incoraggiano! Per i cittadini poter contare su qualcuno significa sapere che c’è una persona che è interessata, vuol dire avere un punto di riferimento per superare eventuali difficoltà e creare prospettive migliori.

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

In una società che sembra celebrare l’opportunismo e le cattive maniere, l’arrivismo e la sfacciataggine è facile che la gentilezza sia travisata come ingenuità o che venga stigmatizzata come un segno di debolezza. I bambini hanno un innato senso di gentilezza, hanno maggiore empatia e, rispetto agli adulti, si soffermano a soppesare di più determinati comportamenti o atteggiamenti se non sono ritenuti “giusti”. I bambini insomma sono terreno fertile per insegnare loro la gentilezza e per far loro capire quale fonte di benessere, creatività e stabilità relazionale possa essere.

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?

Porterei il piano della comunicazione sull’espressione positiva. Una comunicazione che utilizza aggettivi, connettivi e verbi che infondono sensazioni positive è più convincente e persuasiva. Il contrario risulta inutile o addirittura controproducente. Le frasi negative richiedono tempi di elaborazione, da parte del cervello, molto più lunghi rispetto agli stessi concetti espressi positivamente. E’ molto più facile e probabile che il cervello, vista la lunghezza del processo di elaborazione, incorra in errori di comprensione ed esecuzione.

Impegnarsi a parlare al positivo dà spinta e motivazione all’azione desiderata. Una comunicazione espressa al positivo, di solito, non lascia adito a svariate declinazioni o interpretazioni. Viene percepita, da chi la recepisce, come diretta, univoca e facilmente elaborabile dal nostro cervello. Pronunciare intenzioni positive per sé, oppure suggerire e consigliare intenzioni positive agli altri, è il modo migliore per far accadere ciò che si vuole.

Come Assessore alla Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?

Come Assessore alla Gentilezza essere Costruttore di Gentilezza significa attivare piccoli gesti di cordialità, per arrivare a grandi cambiamenti, e promuovere la cultura della gentilezza. La gentilezza richieda un approccio comunitario, grande passione collettiva, voglia di essere e fare comunità. Tutti insieme possiamo seminare e trasmettere l’eredità collettiva della gentilezza. È la nostra responsabilità verso le generazioni future.