Dimitri Tinti

Località: Marche / Comitato Sindaci ATS6 Fano (PU)
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

Costruire gentilezza a mio avviso significa applicare uno stile nuovo, una forma di eleganza che è più della cortesia, nelle azioni quotidiane e nei gesti più semplici per restituire autenticità alle relazioni umane. Credo che, soprattutto in un’epoca come quella attuale dominata da ostilità, invidia e rancori, che sfociano spesso nell’aggressività e nell’insulto, c’è bisogno di farsi “contaminare” dalla gentilezza e ritrovare uno spirito di comunità: essere disponibili all’ascolto e promuovere il dialogo, sforzarsi di vedere negli altri la parte migliore e quindi porre al centro del nostro agire politico le buone pratiche di accoglienza e di inclusione. Un esempio concreto e recente è lo sportello aperto, trasparente e accessibile a tutti, che abbiamo inaugurato col nuovo Ufficio di Promozione Sociale. Generosità, pazienza, comprensione e, appunto, gentilezza non sono virtù minori, ma richiedono più forza, più sicurezza e più coraggio e alla fine aiutano a costruire individui migliori e comunità più solide.

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

Le mie due nonne che con le loro origini semplici, contadine e il loro senso di dedizione insieme ad una proverbiale spontaneità negli affetti, hanno trasmesso a me e ai miei fratelli, fin da piccoli, il valore della genuinità, il pregio della premura e della sensibilità per ogni piccolo gesto quotidiano.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?

Premesso che la gentilezza è un modo di porsi, unito ad un linguaggio mai aggressivo, ma al contrario pacato e dialettico per affrontare e risolvere i conflitti, una parola molto bella, mai banale e dal grande valore è sicuramente GRAZIE, poi a me piace usare spesso BUONA GIORNATA (o BUONA SERATA) perché è di buon auspicio e penso che aiuti a sollevare un po’ il morale di chi riceve un saluto più caloroso.

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

Credo in quella che viene definita “L’educazione ai sentimenti”, che deve iniziare sin da bambini: educare i nostri figli alla sensibilità, all’amore per le cose e per gli altri, è un dovere di noi tutti, come esponenti delle istituzioni e ancor prima come adulti. È con il buon esempio che si risulta credibili ed è fondamentale promuovere tra i bambini, anche con modalità ludiche, l’educazione civica, il rispetto per l’ambiente, la passione per la comunità e il confronto come mezzo di risoluzione delle controversie: così si formano gli adulti di domani quali cittadini di comunità consapevoli e solidali. Fano fa parte della “rete delle città sostenibili delle bambine e dei bambini” e deve intensificare le buone pratiche per renderla sempre di più “a misura di bambina o bambino”.

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?

Proverei a far capire che non siamo separati dalle cose e dalle persone che ci stanno attorno e non siamo eterni, ma è nella nostra natura, se ascoltiamo il nostro cuore, essere più rispettosi, più aperti e affettuosi e questo in fondo ci piace, per cui non possiamo perdere tempo, sbrighiamoci e abbondiamo in gentilezza perché invecchiando saranno le volte in cui siamo stati più gentili che ricorderemo meglio.