Fattori Letizia

Località: Emilia Romagna / Molinella
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

cercando di mettere a terra delle politiche che riducano la distanza sociale e le disuguaglianze. La comprensione degli altri, la comprensione dei bisogni, sono le basi per una politica “gentile”. Farsi seguire dai cittadini su queste politiche, si traduce nel migliorare i rapporti tra i vari attori della comunità.
Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?
mia sorella ha praticamente una decina di anni più di me, quindi siamo cresciute assieme in una fase in cui i bisogni non si sovrapponevano tra di loro: questo ha creato le condizioni perché Silvia potesse essere un modello e un esempio da seguire, anche per via del suo approccio ai problemi e alla sua pazienza, che invidio, nel risolverli.
Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?
la parola che uso di più è “ascolto”. Perché le ragioni degli altri magari non devono per forza farci cambiare idea, ma sono importanti quanto le nostre: in una logica di scambio l’ascolto degli altri è il contesto in cui ci muoviamo. Senza il saper ascoltare non abbiamo la mappa, non sappiamo dove ci troviamo. E non sappiamo dove andiamo.
Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?
Pertini diceva sempre che i ragazzi e le ragazze non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi: se ci comportiamo meglio, diamo un esempio da seguire a una nuova generazione che non commetterà gli errori della nostra. Per questo una serie di politiche “gentili” non solo tendono a unire la comunità: ma costruiscono la comunità che sarà.
Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?
una volta si diceva che non tutti i libri meritano di essere letti, ma tutte le persone meritano che almeno ci si parli. Parlare, parlare, parlare: creare un dialogo anche con chi è distante, con chi magari è aggressivo e maleducato. Se si riesce a superare quella distanza, quella barriera, riusciamo molto spesso a riportare dentro la comunità chi si sente ai bordi, chi si sente trascurato. Il segreto è sempre quello: parlare, dialogare.
Come Assessore alla Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?
Significa avere la missione di lasciare le cose, alla sera, un pochino meglio di come le si è trovate la mattina. È una grande fatica, in tempi in cui le distanze si sono moltiplicate e la tensione sociale è esplosa. Ma questo, seppur ogni tanto possa scoraggiare, non ci deve mai fare demordere. Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta per una causa in cui crede.