Ghiringhello Cristina

Località: Piemonte
Ente: Manager
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità lavorativa?

Con l’esempio. Per me il luogo di lavoro è sempre stato come una “casa”. Nella mia primissima esperienza lavorativa ho incontrato persone meravigliose e capi che agivano naturalmente con empatia, entusiasmo, imprenditorialità nel senso di intraprendere azioni costruttive. Non ho mai pensato che l’azienda fosse di un altro o che il lavoro fosse un diritto o un dovere ma una parte piacevole e integrata della mia vita. Agisco nel luogo di lavoro con la stessa naturalezza con cui mi rapporto nella sfera privata. E l’esempio è la leva più potente che abbiamo.

Da piccola chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

La mia bisnonna. Si chiamava Regina. Ed era proprio un nome perfetto per lei. Bella, sorridente, disponibile, amata da qualsiasi persona. Faceva la postina a inizio secolo in un paesino della Valle d’Aosta dove, con il suo lavoro quotidiano, portava belle o brutte notizie con lo stesso atteggiamento aperto e sorridente. Ha vissuto due guerre, posso solo immaginare quanto fosse importante ma anche difficile comunicare gioie e dolori dal fronte….

Come può la gentilezza sul lavoro contribuire ad accrescere il benessere dei lavoratori e la produttività?

Come detto prima per me non esiste un doppio ruolo tra vita lavorativa e vita privata. Siamo sempre persone, esseri umani ricchi di emozioni. Lavorare con passione, positività, sorriso vuol dire trasmettere gioia e allegria per tante ore al giorno a chi vive nello stesso ambiente lavorativo. Se ci si circonda di bellezza ed entusiasmo ci si arricchisce reciprocamente.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi collaboratori?

Sorridi!

Come Imprenditore della Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?

Questa va spiegata. Lavoro in Confindustria e l’imprenditore nel nostro mondo è colui che ha messo capitali in azienda (per sintetizzare). Invece per me imprenditore è chiunque – nel mondo del lavoro – agisca come se l’azienda fosse sua. Con la stessa energia, con la voglia di farla crescere, con la passione per quello che fa e l’orgoglio di esserne parte. Non capisco chi sceglie di rimanere in un’azienda che lo rende triste, che lo spegne, che toglie l’entusiasmo e si lamenta. Credo fortemente che l’azienda non sia un’entità a sé stante ma l’insieme della collettività che ci lavora. Quindi ognuno può portare gentilezza nel proprio luogo di lavoro! La somma di tutte le gentilezze rende quel luogo di lavoro un posto dove si sta volentieri. Non si deve dare a colpa a qualcun altro… tutti fanno la loro parte e rendono il lavoro piacevole o meno.

Da parte mia sono pronta per lanciare più progetti di gentilezza in Ciac e in Confindustria!