Boncoddo Marco

Località: Sicilia
Ente: insegnante secondaria di 2° grado
Intervista conoscitiva
Da piccolo chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?
Ho avuto, fortunatamente, diversi “insegnanti” per la gentilezza, da bambino e da adolescente. I primi maestri, com’è normale che sia, sono stati i miei genitori e mio nonno paterno. In seguito, invece, indico il mio docente d’inglese delle scuole medie e la mia professoressa di lettere del liceo, la quale mi ha trasmesso l’amore per la cultura, la passione per la lettura e l’importanza della gentilezza nella vita di tutti i giorni.
Come insegni agli alunni la gentilezza?
Ai miei alunni cerco di comunicare i valori importanti del viver comune e spiego come, in qualsiasi contesto, la gentilezza, l’educazione ed il rispetto verso il prossimo possano creare un ambiente armonioso nel quale vivere.
Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?
Sono molte le parole gentili che uso: molto importanti, per me, i saluti. Un buongiorno, detto con un tono gentile, può trasformare la giornata di ognuno di noi.
Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?
Quando un mio alunno sbaglia, soprattutto nel modo di porsi, gli faccio notare che la mancanza di rispetto può ferire l’altro in maniera profonda e che, anche nei momenti più difficili, è bene provare a “vestire” i panni delle persone con la quale ci si è rapportati in maniera sgarbata ed irrispettosa. In questo modo, infatti, sarà più semplice comprendere l’errore commesso.