Crisafulli Valeria

Località: Veneto
Ente: Insegnante secondaria 1° grado
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

Sicuramente mamma! Praticamente sono cresciuta a pane e libri, perché la mia mamma era
una prof di matematica, la più brava! E non perché fosse una forte conoscitrice della sua
materia, ma perché amava i suoi ragazzi, perché li ascoltava, perché li guardava negli occhi,
capiva di cosa avessero bisogno e li spronava a dare sempre il massimo, non mortificandoli
mai.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Entrando in classe ogni giorno con un sorriso (anche con la mascherina), un pensiero gentile
per ognuno di loro, come segno del mio esserci.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

“Coraggio, io sono qui per te”. Penso che mettersi a disposizione dei propri ragazzi senza
giudicarli sia il punto di partenza per costruire un ambiente sereno, dove la voglia di imparare
e crescere superi la paura del giudizio.

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?
La gentilezza e la disponibilità verso l’altro non possono che agevolare la costruzione di un
ambiente sereno, perché il modo in cui noi ci rivolgiamo all’altro già da sè predispone o
pregiudica l’inizio di un rapporto. Se i ragazzi percepiscono nell’insegnante una persona
accogliente e pronta a correggere gli errori per far sì che non vengano ripetuti, lavoreranno
meglio e in serenità.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?
Premetto che il mio ruolo di insegnante di sostegno mi facilita parecchio nel “dare aiuto”.
Generalmente quando conosco una nuova classe mi metto a disposizione di tutti, spiego ai
ragazzi che un momento di difficoltà può capitare a tutti e che io sono lì per loro. Cammino tra
i banchi, mi accuccio alla loro altezza e sto un po’ lì con loro, esortandoli ad essere positivi e
credere nelle loro possibilità.

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?
Sono fermamente convinta che la scuola non sia una “piattaforma di apprendimento”, per
quello ci sono i corsi on line! La scuola è amicizia, è sbaglio, è amore, è paura, è felicità, è vita!
E l’insegnante non è che uno strumento messo lì per raccogliere i trionfi e le sconfitte dei
ragazzi e suggerire loro le strategie per trovare la strada. Essere costruttori di gentilezza
significa siglare un patto con me stessa, mettere nero su bianco le buone pratiche che in
questi anni ho messo in atto, cercare un confronto con chi ha più esperienza di me e seminare
gentilezza in ogni angolo della scuola, fermamente convinta che la gentilezza sia molto
contagiosa e possa salvare il mondo.