Mecchia Sara

Località: Lazio
Ente: Insegnante Accademia Italiana Galateo
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?
Il primo adulto ad offrire testimonianza di gentilezza è stato sicuramente mio padre, che nonostante un carattere fermo ed autorevole ha sempre dimostrato sensibilità, cura ed affetto con esempi di gentilezza, nei miei confronti e nelle reti delle nostre amicizie famigliari. Un’altra figura che ha manifestato in modo evidente il contatto con la gentilezza interiore, al di fuori dell’ambito famigliare, è stato il mio insegnate di yoga che attraverso la pratica di questa disciplina millenaria ha attivato in me appena adolescente
il fuoco della ricerca interiore.

Come insegni agli alunni la gentilezza?
Il mio contributo passa attraverso l’insegnamento del linguaggio delle regole di galateo, e la comprensione più profonda delle stesse, sia da un punto storico-sociologico che da un punto emotivo. La gentilezza rappresenta il cuore delle buone maniere perché supera la pura forma e l’estetica dei comportamenti e ciò si rende visibile in classe attraverso condivisioni dirette ed anche esercitazioni di carattere psico-educazionale. L’Accademia Italiana di Buone Maniere, Galateo e Costume è il primo esempio in Italia di studio, ricerca e formazione sul cosiddetto “Saper Vivere” e nasce dall’esigenza di creare un luogo di studio, di valori e di incontro per l’approfondimento delle buone maniere, del Galateo e del Costume nei suoi vari aspetti letterari e pratici declinati anche alle scienze sociali, storiche e comportamentali, né rappresenta un nodo d’intersezione fondamentale fra passato e contemporaneità.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?
La gentilezza non è cortesia, ma consapevolezza.

Come può la gentilezza aiutare i bambini a vivere la scuola più serenamente?
Nell’ambito dell’attività associativa svolta dall’Accademia Italiana Galateo mi impegno a diffondere costantemente la cultura del saper vivere proprio attraverso la gentilezza, la gratitudine, la sensibilità e l’intelligenza emotiva che rappresentano la base su cui si erigono le buone maniere, qualcosa di radicato e di prezioso, che non si esaurisce in semplici gesti rituali, ma sono in grado di dar vita ad una vera e propria inclinazione interiore, intima e personale, che ci connette a chi circonda in modo profondo e  sostanziale, dal piano personale, all’ambito professionale, in ogni tipo di esperienza e di confronto.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?
In ambito formativo in particolare il tema della gentilezza è diventato uno strumento che evidenzia un eventuale errore da sé. Questo approccio svolge un ruolo fondamentale, attuale ed utile in diversi ambiti applicativi visto che viviamo in una società spesso esposta a problemi e difficoltà di qualunque genere, la gentilezza intesa come collaborazione e rispetto possiede la capacità di procreare una rete di persone solide ed aperte che possono davvero rappresentare un valido aiuto al progresso di tutti.