Morello Milena

Località: Calabria
Ente: Insegnante secondaria 1 grado
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

La mia insegnante di gentilezza è stata la mia maestra delle scuole elementari e si chiamava Mariuccia.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Ai miei alunni insegno la gentilezza con l’essere gentile, empatica e rispettosa.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

Non c’è una sola parola gentile che io dica ai miei alunni, ma è con un insieme di gesti e parole che i miei alunni percepiscono la mia gentilezza nei loro confronti.

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

La gentilezza secondo me è il risultato di un intervento educativo molto importante, perché i ragazzi e i bambini mediante atti di gentilezza non si sentono giudicati, sbagliati ma capiti, amati e rispettati anche nella loro diversità.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Io correggo i miei alunni attraverso l’empatia, perché solo mettendosi nei panni degli altri possiamo capire gli stati d’animo di chi abbiamo accanto, renderci conto dell’errore e chiedere scusa.

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

Essere un costruttore di gentilezza per me ha due significati: Presenza ed Empatia, due concetti che racchiudono il più grande dono della gentilezza verso un’altra persona. Sono elementi essenziali che ci accompagnano durante i rapporti interpersonali con i nostri alunni. Un buon insegnante sa ascoltare, capire, riflettere e aiutare chi è in difficoltà trasformando in positivo tutto ciò che appare negativo. Ogni giorno osservo i miei alunni verificando con cura l’efficacia del mio intervento educativo, proponendo un percorso che possa aiutarli a fare emergere il loro potenziale umano. Ai nostri alunni dobbiamo donare sempre atti di gentilezza perché la gentilezza è l’arma più potente che possiamo usare per cambiare il mondo ed è in grado di generare un circolo virtuoso facendo cadere resistenze, pregiudizi e aprendo porte che senza atti gentili resterebbero chiuse.