Multari Francesca

Località: Calabria
Ente: insegnante Primaria
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

Questa domanda mi riporta indietro nel tempo e cerco di focalizzare me  bambina mentre osservavo l’agire degli adulti di riferimento intorno a me. È sicuramente il mio papà la figura gentile che ha accompagnato con il suo esempio la mia crescita. Vivendolo, era tutto normalità, ma oggi, con lo sguardo di adulta ,so che il mio vissuto non appartiene sicuramente alla maggioranza. Mai un atto violento, mai un parlato sgarbato o urlante  accompagnavano il fare del mio papà e anche le relazioni interpersonali, con amici, parenti, conoscenti e sconosciuti erano basati su modi gentili: ogni incontro iniziava sempre con un sorriso. Mi capitava, poi, di osservarlo mentre raccontava episodi nati da situazioni sgradevoli, e lui, sempre col suo modo garbato riusciva a districarsi e a difendere la sua posizione e la sua idea con fare pacato, coerente e fortemente determinato. Tale modo di essere, ha fatto sì che mio padre lungo la sua vita non avesse nessun nemico, nessuna persona da evitare, nemmeno con lo sguardo, per incomprensioni: tutto si poteva dire ma con fare gentile, era questo l’insegnamento che mi trasmetteva. Intorno alla figura di mio padre solo e sempre una rete di amici che lo stimavano per la sua rettitudine e dolce fermezza. Ora da adulta comprendo meglio il mio passato e la mia storia, con una più chiara visione della vita: la chiave per spalancare la porta di ogni cuore, anche quella che appare più difficile da aprire, è stata, è e sarà solo e sempre la Gentilezza.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Presto attenzione al mio fare, affinché sia sempre coerentemente gentile. Poi, colgo sempre spunto da situazioni di vita quotidiana in classe per indurre i miei alunni a riflessioni che vadano oltre l’apparenza. Per guidarli a ciò è necessario che li sensibilizzi all’empatia: è solo la capacità di mettersi nei panni degli altri che ci aiuta a comprendere chiaramente  ciò che ci accade intorno, con occhi più indulgenti anche davanti a situazioni spiacevoli.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

– Dimmi, Tesoro!

– Che è successo, Amore?

Questo è il modo spontaneo con cui mi rivolgo ai miei alunni. ( Non potrò mai mentire su ciò, perché  potranno testimoniare i tantissimi alunni che ho avuto la gioia di accompagnare nella loro crescita durante i miei ventitré anni di insegnamento).

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

La gentilezza è il principio fondamentale del vivere comune: non potrà mai esserci relazione senza armonia tra gli animi che compongono un qualsiasi gruppo. Dunque, per vivere la scuola con serenità c’è solo una via da percorrere: la pratica della gentilezza, in tutte le sue sfumature. Il primo atto di gentilezza con l’altro? Il sorriso.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Sempre e solo gentilezza nei modi e nelle parole  per accompagnare e sostenere gli alunni in un sano percorso di crescita. L’errore non è mai un ostacolo nella vita, si sbaglia per poi avere l’opportunità di comprenderne meglio il concetto,  ripartendo sempre più forti e consapevoli. L’errore è opportunità di rinascita.

E poi, perché a nessuno sorge il dubbio che l’alunno sbaglia a causa dell’insegnante  incapace di trasmettere in modo corretto? Anche questa  riflessione  ci guiderebbe  a comprendere meglio il nostro agire di educatori: siamo umani, pertanto, fallibili. Analizziamo, dunque, sopra ogni cosa il nostro operato prima di riversare la responsabilità nell’altro.

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

È un impegno sentito che dovrà essere la finalità da accostare ad ogni azione quotidiana  e in ogni ambito della vita.  Essere costruttore di gentilezza vuol dire anche avere l’opportunità di cogliere frutti a lungo termine: la creazione di un ambiente improntato sulla bellezza nella sua essenza. Dalla Gentilezza ha origine  l’armonia con se stessi, con gli altri e con lo spazio che ci circonda.

La gentilezza, dunque, ha il potere di cambiare il mondo. E i cambiamenti si sa, partono sempre dalle piccole azioni quotidiane, a qualunque età.