Raschellà Manuela

Località: Calabria
Ente: insegnante secondaria di 1° grado
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

I miei genitori oltre ad essere un punto di riferimento per la mia crescita, sono stati anche di sprone e di esempio perché entrambi erano professori e quindi non posso indicare solo un’insegnante, ma ne vorrei indicare intanto due : i miei genitori insegnanti. Anche se non sono stati miei professori , già da piccola con loro ho respirato la vita scolastica . Vedevo il loro modo di fare scuola attraverso gli alunni ed ex alunni , che quando li incontravamo in giro , gli manifestavano il loro affetto. Ecco è a loro che mi sono ispirata.

Poi da studentessa porto sempre nel cuore l’esempio della mia professoressa di francese delle scuole superiori, che sapeva trasmettere con gentilezza e professionalità la sua disciplina e ci incoraggiava nello studio con garbo e dolcezza, tanto da ispirarmi e così sono diventata professoressa di lingue straniere.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Cercando di dare io l’esempio per prima, mostrando che con i gesti gentili e con il sorriso è bello stare insieme . Agli alunni dico sempre che “siamo una squadra” e quindi bisogna aiutarsi ed incoraggiarsi l’un l’altro. Ogni gentilezza ricade su tutti noi e crea un vortice propositivo per tutta la classe .

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

Mi piace molto entrare in classe dando il buongiorno con il sorriso , desidero trasmettere agli alunni il piacere di stare insieme, spero che capiscano che sono felice di stare con loro e che si sentano benvoluti .

Sono diverse le parole di gentilezza che tendo ad utilizzare con i miei alunni, in particolare dico sempre “bravo, brava” , perché ci tengo ad incoraggiarli nei loro piccoli o grandi passi. Io sono sempre orgogliosa dei miei studenti e desidero che loro abbiano fiducia nelle loro capacità.

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

La gentilezza favorisce un ambiente sereno dove gli studenti si sentono a loro agio e ben accolti, così possono esprimere liberamente le loro potenzialità senza il timore di sbagliare.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Gli dico che non deve preoccuparsi,  perché io sono accanto a lui per aiutarlo ad imparare, e lo incoraggio dicendogli che sono sicura che la prossima volta andrà meglio, che gli errori servono a diventare bravi, e che quando sbagliano hanno imparato una cosa nuova.

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

Per me essere costruttore di gentilezza significa seminare piccoli semi che spero germoglino e producano fiori di gentilezza anche nei posti più impensabili come in mezzo alle pietre.