Rogondino Francesca

Località: Puglia
Ente: Insegnante infanzia
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

Che domanda difficile! scegliere un insegnante di gentilezza nella mia Vita  è davvero un’ardua impresa! avrei veramente l’imbarazzo della scelta! La gentilezza l’ho toccata con le mani in famiglia, a scuola, in parrocchia. Credo che il mio essere oggi fonte di tanta gentilezza lo devo alla mia vita, tutta la mia vita, ad ogni angolo della mia vita! 

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Partiamo dal presupposto che (e non perché io sia di parte😊) ritengo la scuola dell’infanzia fondamentale per la formazione dell’uomo. È da lì che si inizia a plasmare un cuore per renderlo gentile. È dal bambino di oggi che si forma l’adulto moralmente sano di domani. E così con loro una delle mie attività preferite è proprio il fiore della gentilezza, dove ogni petalo ha la sua parola gentile, che non deve mai mancare nel nostro vocabolario. Ed il cd che non manca mai nella mia borsa di viaggio è  “Grazie scusa per favore” di Giorgi – Corradini. Lo consiglio a tutti, grandi e piccini. 

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

La gentilezza non è fatta solo di parole secondo me, la gentilezza è uno sguardo affettuoso, un nasino da asciugare, una scarpetta da allacciare, una mano da tenere, un “mamma arriva presto”, un “Stai con la maestra”. La gentilezza è vita. Io dico sempre “La parola è suono, l’esempio è tuono”, ed i bambini apprendono dal nostro esempio. Se io maestra sono gentile, domani raccoglierò i frutti della mia gentilezza.

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

La scuola oggi è un mondo difficile, e solo con la gentilezza degli insegnanti i bambini e i ragazzi oggi possono amarla. Non dobbiamo smettere mai di far sì che i ragazzi si innamorino della scuola. La scuola deve essere un piacere, non un obbligo. I bambini devono svegliarsi con il desiderio di varcare il portone ed incontrare gli insegnanti e gli amici. E se tutti son gentili, sai che bello andare a scuola?!

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Penso che nella mia vita non ho mai rimproverato un bambino per un errore. Chi sono io per poter dire ad un bambino “Hai sbagliato tutto?”, “Non dovevi lavorare così!”? I bambini passano la maggior parte della loro giornata a scuola, e per questo motivo devono sentirsi felici, appagati. Sbaglieranno ? Sicuramente. Ma l’errore si rimedia, insieme alla maestra. 

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

Fino ad oggi essere costruttore di gentilezza per me ha avuto solo un significato:  “Vivere”. Ho vissuto la mia vita all’ombra dell’albero della gentilezza. Oggi con questa rete meravigliosa si avvera un bel sogno. Costruire la gentilezza insieme ad altre persone che come me desiderano un mondo gentile. Se pensassimo alla marea di brutte notizie quotidiane, potremmo dire che Purtroppo oggi questo è un mondo che i bambini non meritano ma che loro hanno tutto il diritto di esplorare e scoprire. Ed allora costruire la gentilezza oggi serve a questo: a colorare di colori vivi questo mondo che spesso si macchia di sfumature grigie.