
Cartotto Andrea
Intervista conoscitiva
ASOCIATO n° 9 – 2026
- Cosa significa per te essere gentile oggi, nella vita di tutti i giorni? In un mondo che ci propone quotidianamente errati concetti di forza ed esempi distorti – anche per piccoli episodi – di prevaricazione la gentilezza è e resta l’unico vero esempio destabilizzante da attuare. Essere gentile oggi, nella vita di tutti i giorni, anche semplicemente non alzando la voce e cercando di essere sempre empatici, può apparire come la vera trasgressione del nostro tempo.
- Qual è un piccolo gesto di gentilezza che cerchi di praticare ogni giorno? Ogni giorno, tanto con gli affetti familiari quanto nei luoghi di lavoro, cerco di avere cura di chi ho dinnanzi: un saluto, un sorriso, un messaggio trasmesso mediante le principali apps di messaggistica possono fare la differenza. Nel tempo dell’Intelligenza Artificiale, in cui giustamente l’evoluzione tecnologica non può essere arrestata ma occorre comprenderla appieno, occorre coltivare ogni giorno la propria Intelligenza Emotiva.
- Quando hai visto la gentilezza fare davvero la differenza? La gentilezza, trasmessa con il proprio personale esempio di vita, non può che avere una ricaduta sui propri interlocutori. Spegnere un conflitto significa abbassare i toni, adottare un linguaggio adeguato al contesto; è certamente un impegno quello di non abdicare alle proprie ragioni, se solide e ben argomentate, ma soprattutto se – come nel mio caso – si è Insegnanti ed Educatori – si nota come i nostri ragazzi abbiano un forte bisogno proprio di esempi positivi ed ascolto. Occorre lavorare, con gentilezza appunto, per far comprendere loro il senso del dono ed il rifiuto della falsa popolarità.
- Cosa rende difficile essere gentili nel mondo di oggi? Il mondo stesso non spiana certamente la strada a chi pone in alto, nella sua scala valoriale, un approccio gentile. Il rischio, è che gentilezza ed empatia vengano percepiti o interpretati come debolezza; per scongiurare tale rischio, occorre ristabilire l’autentico significato di parole e gesti e ripartire da temi cardine quali il rispetto verso esseri animati anzitutto e a seguire verso luoghi e cose.
- In che modo il tuo impegno come Ambasciatore porta gentilezza nel tuo contesto (famiglia, lavoro, comunità)? Ringrazio il Cielo di avere ricevuto in dono una forte intelligenza emotiva ed una propensione al dialogo costante, anche quando il contesto non risulta favorevole. In tal senso, e tenuto conto del fatto che già ricopro con orgoglio il ruolo di Ambasciatore in altre prestigiose Istituzioni ed Organizzazioni (sono, ad esempio, l’Ambasciatore delle Scuole liguri su incarico di Scuola Digitale Liguria – Regione Liguria) anche il ruolo di Ambasciatore di Costruiamo Gentilezza mi consente di relazionarmi con il territorio, con Colleghi Docenti e con Istituzioni Pubbliche al fine di valorizzare le tante – e spesso non emergenti – buone pratiche gentili praticamente in moltissimi plessi scolastici. L’obiettivo è fare sì che ognuna di essere non venga avvertita come mosca bianca ma venga, grazie a Costruiamo Gentilezza, istituzionalizzata con diffusione e riconoscimenti formali.
- Quale cambiamento positivo hai notato da quando fai parte di Costruiamo Gentilezza? Mi occupo da quasi 20 anni di Educazione Civica Digitale legata alla prevenzione ed identificazione dei fenomeni di Bullismo e Cyberbullismo. il ruolo di Insegnante per la Gentilezza e di Ambasciatore mi consente di rafforzare maggiormente concetti, parole ed esempi che utilizzo soprattutto con studentesse e studenti per far comprendere che ogni cambiamento non debba avvenire con l’uso delle mani ma, ad esempio, con l’uso delle “giuste parole, nel giusto ordine”.
- Se tutti praticassero un gesto gentile al giorno, cosa pensi cambierebbe nella comunità? Un gesto gentile al giorno non cambia solo la propria comunità o le comunità in genere, cambia letteralmente il mondo! La politica nella sua accezione più nobile dovrebbe servire quale guida e riferimento per le Nuove Generazioni ma, troppo spesso, rischia di divenire un esempio di logiche gerarchiche o legate alla mera convenienza degli individui. Il cambiamento, però, da sempre parte e deve partire dal basso: per questo, un gesto gentile – anche verso noi stessi – deve essere davvero un impegno.
- Che messaggio semplice vorresti lasciare a chi sceglie di costruire gentilezza nel 2026? Questa breve intervista non può che concludersi così come è iniziata: la scelta di costruire gentilezza è la vera trasgressione del nostro tempo, unitamente alla sensibilità! Quest’ultima, poi, è una grazia ma anche in qualche misura una “condanna”. Perchè la nostra società non si tramuti nella società delle macchine ma sia e continui maggiormente ad essere una società antropocentrica abbiamo un disperato bisogno di gentilezza e leggerezza: Italo Calvino ricorda, per chi avesse ancora dubbi, che non si tratta di vivere con superficialità ma di una attitudine ad osservare gli eventi dall’alto così da coglierne davvero le sfumature. I Costruttori di Gentilezza potranno risultare talvolta delusi, disillusi, si metteranno in discussione, troveranno sulla loro strada chi li inviterà a cambiare: scegliere di rimanere se stessi è di avere una autentica coscienza è l’unico biglietto da visita per esseri che vogliano e possano definirsi realmente UMANI.
- Una proposta per costruire gentilezza che proponi come socio di cor et amor? Con l’ideazione del mio Progetto Nazionale di Educazione Civica Digitale “Il Galateo di Mister Internet” (liberamente scaricabile da e usato in tutta Italia) faccio riflettere da anni gli alunni sull’importanza delle parole e dell’empatia: da Ambasciatore, non posso che continuare a farlo con ancor maggiore intensità…e chissà che il Galateo non ospiti da quest’anno anche il logo di Ambasciatore!
- Cosa significa per te essere un ambasciatore di Costruiamo Gentilezza? Essere Ambasciatore di Costruiamo Gentilezza significa ricordare anche in una forma maggiormente istituzionalizzata che possiamo educare solo se “siamo”, se riusciamo a trasferire agli altri un esempio credibile.
- come promuoverai Costruiamo Gentilezza sul tuo territorio? All’interno degli Istituti in cui presto servizio, nella mia Regione ed in tutta Italia (anche grazie alla mia attività di identificazione e prevenzione fenomeni di Cyberbullismo) intendo – mediante loghi progetto e mie lezioni – far conoscere Costruiamo Gentilezza con particolare riferimento ai Colleghi, il primo filtro educante presente nelle nostre Scuole. E poi, come non raccontarlo gli alunni ed alle alunne?
- Una regola di gentilezza che è importante conoscere? Gentilezza significa Comprensione, Autorevolezza ma non autorità, empatia, educazione, rispetto e garbo. Tutte azioni, inclinazioni, comportamenti che ci rendono degni di una vita che dobbiamo cercare di affrontare a testa alta.
- Cosa significa essere associato Cor et Amor? Significa riversare i miei principi ed il mio modo di essere pre-esistenti in una Associazione di cui condividere lo spirito fondante.
- Come è comparsa la gentilezza nella tua vita? Non so collocare nel tempo la comparsa della gentilezza. dovrei probabilmente ricondurla alla mia fanciullezza e alla mia famiglia, conscio del dono ricevuto di saper trasferire un sorriso a chiunque io abbia davanti.
- Chi rappresenta per te un buon esempio di gentilezza? Gli esempi sono sicuramente molti, e diviene difficile effettuare una scelta. Per un Docente e per un Educatore il riferimento non può che andare a Don Milani per il suo mettere al centro del processo educante lo studente nella sua interezza, più di un contenuto tematico o di una disciplina. Penso anche alle tante realtà di volontariato e cura nei confronti dei più piccoli, dei nostri anziani, dei più deboli, di chi in un dato momento della sua vita si senta afflitto o mortificato.
- Una citazione sulla gentilezza che ricordi volentieri? Propongo una citazione dell’esperto di neurolinguistica e noto autore Paolo Borzacchiello: “Le parole che usi dicono da dove vieni, le parole che scegli dicono dove vuoi andare.” Lo penso, e lo pratico da sempre. Non credete, in fondo, che stia tutta lì la verità?
- Come influisce la gentilezza nel tuo quotidiano? La gentilezza è una scelta quotidiana, si concretizza in piccoli gesti necessari per sopravvivere in un mondo che, ahimè, tende altrimenti sempre più all’idea di conflitto.
- Quali sono i motivi che ti hanno spinto a rinnovare la tua iscrizione a Cor et Amor come Ambasciatore di Costruiamo Gentilezza? Sono ormai da alcuni anni Insegnante per la Gentilezza ed Ambasciatore di Costruiamo Gentilezza, rinnovo con piacere e convinzione queste mie onorifiche cariche perchè credo fortemente in quel modello educativo ispirato e messo in pratica da grandi Maestri come Don Lorenzo Milani. La gentilezza ed il rispetto devono essere fari per ogni Educatore che voglia definirsi tale.
- Cosa consiglieresti ai nuovi Ambasciatori? Il consiglio ai nuovi Ambasciatori è quello di diffondere in maniera assolutamente naturale e partendo dalle piccole idee il concetto di una gentilezza contaminante e che contamini. PA, Scuole, luoghi di lavoro, contesti familiari: si parta da lì.
- Come percepisci l’evoluzione del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza e quale ruolo pensi che possa svolgere nella società di oggi? Il Progetto Nazionale Costruiamo Gentilezza conduce una meritoria opera di sensibilizzazione sul territorio nazionale: auspico che possano prevedere sui suoi organi di informazione sezioni tematiche regionali per valorizzare in maniera mirata le tante iniziative dei diversi territori.
- Qual è la proposta più interessante che hai visto emergere dal progetto e che pensi possa essere sviluppata ulteriormente? Poiché sono convintamente autore del primo ed unico Alfabeto della Gentilezza contro il Bullismo ed il Cyberbullismo, da una idea dell’amica e stimata Giornalista Gaia Simonetti, sicuramente mi riconosco nell’idea di offrire un alfabeto tematico e gentile che intervenga in vari ambiti così come ho scelto di fare io per i due di cui mi occupo da quasi 20 anni come docente ed esperto di settore.
- In che modo il tuo impegno come Ambasciatore ha contribuito a diffondere il messaggio di gentilezza nel tuo contesto locale e online? Avendo la fortuna di operare come Insegnante non solo nella mia Regione, la Liguria, ma sul territorio nazionale, di certo all’interno del mio territorio ho scelto di valorizzare, tra i vari progetti, la Scala della Gentilezza presente all’interno del plesso Scolastico sede dell’Istituto Comprensivo di Pieve di Teco – Pontedassio (Provincia di Imperia) e dello splendido murales dedicato al Piccolo Principe stimolato dall’Ambasciatrice per la Gentilezza Anna Vitiello e realizzato durante la settimana del Festival della Canzone Italiana proprio presso la Scuola Primaria Montessori di Sanremo, I.C. Sanremo Levante. La rete, permette poi di diffondere anche per mezzo della mia voce altri progetti nazionali che cerco di valorizzare soprattutto in ambito educativo.
- Cosa ti ha colpito di più nell’esperienza di essere parte di Costruiamo Gentilezza, e come pensi che il progetto possa crescere in futuro? Ciò che sicuramente colpisce è l’idea di istituzionalizzare la Gentilezza coinvolgendo i più piccoli ed i più grandi, ponendo una sorte di lente di ingrandimento proprio su comportamenti gentili e cercando di sensibilizzare una opinione pubblica altrimenti sempre più distratta e sfuggente.
- Qual è il valore che trovi più rilevante nella rete di ambasciatori e come pensi che unire le forze possa rafforzare il progetto a livello nazionale? Come è noto, ogni singola goccia purchè costante può creare un mare, anzi, un oceano. Ognuno di noi deve portare in dote un bagaglio valoriale e, per questo, l’unione delle iniziative in atto nei diversi territori regionali non può che alimentare e fornire linfa costante al Progetto a livello nazionale.










