
Simonetti Gaia
Intervista conoscitiva
ASSOCIATA n° 41 – 2026
Cosa significa per te essere gentile oggi, nella vita di tutti i giorni?
Essere gentili vuol dire essere responsabili, partendo dal rispetto, delle parole che diciamo o scriviamo e dei gesti che mettiamo in pratica. In particolare, con la mia attività legata alla comunicazione, seleziono, scelgo con cura l’uso delle parole per passare un messaggio corretto. Le parole possono essere macigni o abbracci.
Qual è un piccolo gesto di gentilezza che cerchi di praticare ogni giorno?
Partendo dall’ascolto delle persone, cerco di esserci, di dedicare tempo ed energia al progetto a cui ho dato vita- amo scrivere dare vita perché dà il senso di una nascita- il Premio Costruiamo Gentilezza nello Sport. Prende ispirazione dal gesto del cuore di un portiere, Guglielmo Vicario e si è diffuso per dare forza ad altri messaggi positivi.
Quando hai visto la gentilezza fare davvero la differenza?
Al lavoro, se instauriamo un clima più gentile e di condivisione, il clima potrebbe migliorare. Uso il condizionale perchè non è frequente “applicare” questo metodo di condivisione e di aiuto.
Cosa rende difficile essere gentili nel mondo di oggi?
“Ad essere gentili, ci vuole coraggio. Ma io scelgo di essere gentile”. Questo messaggio forte e potente mi è stato lasciato da un bambino di 9 anni nel corso di una pratica di gentilezza, come l’alfabeto della gentilezza nelle scuole. In queste parole c’è un insegnamento, un obiettivo comune, quello di scegliere di praticare gentilezza.
In che modo il tuo impegno come Ambasciatore porta gentilezza nel tuo contesto (famiglia, lavoro, comunità)?
Nella comunità, nel lavoro e nella famiglia con l’attenzione agli altri che si traduce anche in dare una mano, esserci, valorizzando la forza della gentilezza.
Quale cambiamento positivo hai notato da quando fai parte di Costruiamo Gentilezza?
Parto dalla mia professione di comunicatrice e giornalista. C’è una maggiore attenzione alle buone pratiche, alle buone notizie- che come sappiamo- fanno più fatica di altre ad emergere e a trovare spazio.
Se tutti praticassero un gesto gentile al giorno, cosa pensi cambierebbe nella comunità?
Si potrebbe alimentare un modello virtuoso: fare del bene, fa bene. Potrebbe diventare una pratica che da straordinaria, che meraviglia, diventa ordinaria e consueta.
Che messaggio semplice vorresti lasciare a chi sceglie di costruire gentilezza nel 2026?
Partire da un motore, che anima la vita, il cuore. Ascoltarlo, non dimenticarsi di quanto possa essere “lui” la guida a portare più gentilezza nei nostri giorni.
Di cosa ti occupi?
Mi occupo di comunicazione legata al calcio. Sono giornalista professionista, appassionata di sport e di storia dell’arte. Usando una metafora calcistica…posso dire di “giocare in casa. Firenze, la mia città mi ha ispirato negli studi universitari storico-artistici. Nel mio percorso professionale ho legato la comunicazione a tappe sociali, come iniziative che sono nate da libri che ho curato su storie di mamme, che considerano il cuore, il coraggio e la gentilezza come luce, il sole di ogni giorno.
Una proposta per costruire gentilezza che proponi come socio di cor et amor?
Occupandomi di comunicazione e parole con un uso attento delle stesse, la prima idea che balena in testa è un social wall con tutte le parole che richiamano alla gentilezza. Come comunicazione lavoro al tema dell’utilizzo attento delle parole, su quelle che fanno bene, e ‘gentilezza’ è una di questa.
Cosa significa per te costruire gentilezza con il cuore e con amore?
Due elementi chiave, che sono una base solida, nella vita. Sono strettamente connessi. Cuore e amore sono gli “occhi” per vedere il mondo
come promuoverai Costruiamo Gentilezza sul tuo territorio?
Attraverso la mia penna: scrivendo e condividendo il messaggio che la gentilezza porta con i suoi gesti, le buone pratiche, la bellezza.
Una regola di gentilezza che è importante conoscere?
Ci sono parole che oltrepassano il tempo ed oggi, in questo tempo, valgono di più. Una di queste è ‘grazie’. Va a braccetto con la gentilezza. Mia nonna ci radunava ai “piedi” del castagno, in campagna, e ci diceva: “Un sorriso e un grazie. Iniziate e finite la giornata in questo modo”. Parole che “distribuiva” con una carezza e che mi hanno accompagnato mano nella mano nel percorso della vita.
Cosa significa essere associata a Cor et Amor?
Significa percorrere un cammino assieme e costruire su colonne di granito come i valori, ancora più forti in un tempo in salita come quello che stiamo vivendo.
Come è comparsa la gentilezza nella tua vita?
E’ comparsa sin dai primi anni, trovando il suo alleato più fedele nella famiglia. La alimento, spesso la proteggo. Le sono grata. Sono grata alla mia famiglia che l’ha sempre coltivata come una pianta da far crescere.
Chi rappresenta per te un buon esempio di gentilezza?
Tutti coloro che partono dal cuore e diventano sostegno, speranza, coraggio.
Lo sono, ad esempio, delle mamme di Amatrice, Firenze e Mantova, che ho incontrato nella mia vita. Abbiamo condiviso un dolore senza fine come la perdita di un figlio. Abbiamo scritto lettere ai nostri figli, raccontando loro la bellezza dell’amore e della gentilezza e di quante “distanze” sono state annullate.
Le loro lettere, che contengono parole come dono, sono nate per tendere la mano ad altre mamme e papà. Sono state raccolte e “custodite” nel libro “Lettere senza confini, che ho curato, e che ha generato anche borse di studio per studenti di Amatrice ed Accumuli.
Una citazione sulla gentilezza che ricordi volentieri?
“Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è eterna.” (Madre Teresa di Calcutta)
Perché hai scelto di rinnovare l’iscrizione all’Associazione Cor et Amor per l’anno 2024?
Ho scelto di camminare ancora insieme per percorrere la strada che abbiamo tracciato tutti noi mettendo in evidenza la bellezza e lo spessore della gentilezza. La gentilezza è forza. È una luce in un tempo complesso e grigio, che anche se è offuscata, sa come riaffiorare e riemergere.
Cosa ha significato per te essere ambasciatore di Costruiamo Gentilezza nel 2023?
L’essere parte di una squadra che crede nella gentilezza e che costruisce gesti che fanno bene, ogni giorno, mattoncino dopo mattoncino, partendo da una cosa straordinaria: saper ascoltare il cuore. Mi ha permesso di ricordare in modo più forte mio padre, che è stato il mio ” maestro di gentilezza”. “Un sorriso e un grazie non li fare mancare mai”- mi diceva con una carezza, quando da piccola, mi raccontava la sua storia di gentilezza.
Nel mio percorso di gentilezza, ho incontrato, in particolare, i bambini, nelle scuole, nelle biblioteche e nelle società sportive. Li ringrazio per aver accolto con entusiasmo il mio progetto ” Alfabeto della gentilezza”, che lega le parole dell’alfabeto a delle parole che fanno star bene chi le scrive e chi le riceve. Grazie per il loro invio di oltre 3mila parole di gentilezza.
Quale argomento (es. ambiente, inclusione, altro…) filo conduttore per l’anno 2024 proponi di trattare con il progetto nazionale Costruiamo Gentilezza?
Mi piacerebbe sempre continuare il percorso nello sport, legato alla mia specializzazione sulla comunicazione e sull’uso attento, selezionato e gentile delle parole.










