Costruiamo Gentilezza

Pontis Alessandra

Località: Sardegna / Decimomannu
Intervista conoscitiva

Associata n° 107-2025

Di cosa ti occupi?

Sono una psicologa positiva e Mindfulness Trainer, esperta in apprendimento e disturbi del neurosviluppo e utilizzo i modelli e le best practices della psicologia positiva per il benessere psicologico nelle relazioni, nel lavoro e nell’educazione. Sono autrice scientifica e ho scritto diversi saggi per la formazione sanitaria, attualmente collaboro anche con associazioni e testate editoriali per il benessere educativo. Sono Socia del Rotary Club Cagliari Nord nel quale, insieme ad altri Soci e Socie, sono attiva per l’empowerment e la leadership gentile delle Nuove Generazioni.

Una proposta per costruire gentilezza che proponi come socio di Cor et amor?

Grazie alle Associazioni con le quali collaboro mi piacerebbe sensibilizzare maggiormente alle pratiche di gentilezza nella quotidianità, attraverso iniziative che coinvolgano sia grandi che piccini, come ad esempio momenti di formazione per coltivare la gentilezza, la gratitudine e la compassione o iniziative in collaborazione con i piccoli Comuni per creare una rete integrata di pratiche gentili (come il booksharing o la Banca del Tempo, in cui ognuno può metterti al servizio dell’Altro) o ancora i thè e i caffè psicologici, in cui donare la mia professionalità su temi specifici.

Uno dei miei obiettivi inoltre è promuovere maggiormente la Cultura dell’errore, soprattutto nelle scuole, anche grazie alla mia attività di formatrice: non possiamo infatti essere gentili se non sappiamo coltivare la gentilezza nei nostri confronti. Pirandello scriveva “Quando uno è contento di sé stesso, ama l’umanità”, perché accogliere le nostre imperfezioni significa anche sapere coltivare la compassione per quelle degli altri ed invitarli a riscoprire la loro umanità, soprattutto nelle nuove generazioni. Alla base di questo desiderio vi è infatti il bisogno sempre crescente di creare una cultura del Noi, dove le nuove generazioni vengono educate alla diversità, all’inclusione, al confronto, al pensiero critico come risposta al bullismo e alla discriminazione.

Cosa significa per te essere un ambasciatore di Costruiamo Gentilezza?

È un passo in più verso la divulgazione e la sensibilizzazione delle pratiche di gentilezza come strumento di consapevolezza per il benessere collettivo: promuovere la cooperazione, la solidarietà e la gratitudine nella nostra quotidianità significa costruire un futuro migliore. Ma è anche un impegno personale e quotidiano: la gentilezza è la base della gratitudine e, insieme, sono la spinta positiva verso la socialità. Si diventa cittadini del mondo anche quando ci si riconosce nell’Altro, nonostante le differenze e le distanze: la gentilezza ci ricorda che ognuno di noi è attore e promotore di cambiamento.

Come promuoverai Costruiamo Gentilezza sul tuo territorio?

Conto sulla collaborazione di Associazioni come l’Università della Terza Età e altri professionisti che operano nel sociale e mi auguro di poter collaborare anche con i Comuni per la promozione delle attività di Costruiamo Gentilezza, sia per adulti che per bambini.

Una regola di gentilezza che è importante conoscere?

Per me è fondamentale ricordare che “le persone sono importanti”, una frase che mi ha insegnato mia madre e che mi ricorda come, nella vita e ancora di più nel lavoro, ogni essere umano è il cuore pulsante delle nostre energie. Prestare dunque il nostro tempo, ascoltare attivamente le difficoltà dell’Altro, potersi rendere utili con le proprie competenze e il proprio impegno, significa trasmettere la speranza che i momenti difficili sono solo fasi e che insieme si possono affrontare con più efficacia: se c’è qualcuno che crede in noi, i passi successivi sono più facili da percorrere.

Cosa significa essere associata a Cor et Amor?

È coltivare la consapevolezza che le teorie che ho studiato per tanti anni e le pratiche apprese nella mia esperienza di vita possono essere replicate nella quotidianità con altre centinaia di persone e che questo agire quotidiano può creare un flusso positivo di azioni, attività, impegno per l’Altro. Mi dà la certezza che la gentilezza può e deve diventare un faro per la collettività, in un mondo sempre più caotico ed irrisolto, nel quale ogni socio può diventare un punto di riferimento positivo non solo per la comunità di appartenenza, ma anche per le persone che incontra. È una rivoluzione gentile che ci richiama all’importanza del romanticismo: se rimettiamo al centro delle nostre azioni e delle nostre scelte anche il benessere dell’Altro le emozioni, e tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta, allora possiamo costruire il benessere collettivo.

Come è comparsa la gentilezza nella tua vita?

Sono convinta che sia nata nel momento in cui sono venuta al mondo, perché ho ricevuto e ricevo molto amore ogni giorno. Nonostante abbia avuto delle esperienze difficili e traumatiche (come l’aver subito bullismo al liceo e diverse esperienze di ospedalizzazione per motivi di salute), è anche grazie a questi momenti difficili che ho scoperto l’importanza della gentilezza e della gratitudine per le persone e per la vita. Ho imparato che quanto più la vita ci pone davanti alle difficoltà, quanto più è bene raddoppiare la nostra fiducia e il nostro amore per essa e per le persone: siamo noi a creare il nostro giardino e a coltivarlo ogni giorno. Sono una persona estremamente fortunata per questo: posso contare su amicizie solide, una famiglia che supporta le mie scelte e una rete che mi dona ogni giorno parole di conforto e di stima.

Credo che non si possa parlare di gentilezza senza ricordare quanto siano importanti le persone: è per loro che ci muoviamo nel mondo e desideriamo essere persone migliori ed è un vero e proprio circolo virtuoso, quasi inarrestabile.

Chi rappresenta per te un buon esempio di gentilezza?

La mia famiglia, senza dubbio. È dai miei genitori e dai miei nonni che ho imparato quanto sia vitale essere gentili e considerare ogni essere umano come unico ed irripetibile. William James diceva “Agisci come se quello che fai facesse la differenza, lo fa” e io credo che ognuno abbia un grande potere, ovvero quello di scegliere ogni giorno come agire nel mondo: la mia famiglia mi ha insegnato ad essere rispettosa delle diversità, ad accettare il fatto che si possano ricevere degli sgarbi o vivere delle difficoltà relazionali, ma questo non ci deve impedire di credere che le cose belle esistono.

Come essere umano credo inoltre che si possa sovvertire il caos in cui viviamo in questo periodo storico: l’amore (che è gentilezza, gratitudine, rispetto, ascolto…) è l’unica cosa che condivisa, si moltiplica. E la gentilezza ha un potere incredibile, per questo: ristabilisce un ordine, crea benessere, cambia la vita dell’Altro…e la tua.

Una citazione sulla gentilezza che ricordi volentieri?

Impossibile non citare Seneca che, non solo è uno dei miei filosofi preferiti, ma ha contribuito anche a darmi le basi per la consapevolezza sulla felicità.

“Ovunque ci sia un essere umano, vi è la possibilità per un atto di gentilezza”, (Seneca, Lettere a Lucilio), e io ne sono profondamente convinta. Piccole pratiche quotidiane, un complimento sincero e sentito, un favore inaspettato, un messaggio ad una persona che sta attraversando un momento difficile, o un “Posso esserti utile in qualche modo?”, sono azioni totalmente gratuite che hanno la funzione di veri e propri collanti relazionali.