Costruiamo Gentilezza

La gentilezza entra in università: la tesi di Domenico Maria Leone dimostra che può creare valore nelle imprese

 La cultura della gentilezza continua a trovare nuovi spazi di riflessione e applicazione. Nell’ambito del progetto Costruiamo Gentilezza, abbiamo scelto di raccontare l’esperienza di Domenico Maria Leone, 22 anni, neolaureato in Marketing e Comunicazione d’Azienda, che ha dedicato la propria tesi a un tema ancora poco esplorato nel mondo accademico: “La gentilezza come leva manageriale per la creazione di valore nelle imprese”.

Il lavoro di Domenico dimostra come la gentilezza non rappresenti soltanto un valore etico o relazionale, ma possa diventare un vero strumento di management, capace di migliorare il benessere organizzativo, la produttività e la sostenibilità delle aziende.

L’intervista nasce con l’obiettivo di valorizzare le esperienze degli studenti che scelgono di approfondire il tema della gentilezza nei propri percorsi di studio. L’invito è rivolto a laureandi e neolaureati di ogni disciplina: se avete sviluppato una tesi dedicata alla gentilezza, o che ne valorizzi i principi, condividetela con Costruiamo Gentilezza. Diffondere questi lavori significa contribuire a costruire una cultura sempre più condivisa, capace di ispirare nuove idee, nuove ricerche e nuove pratiche.

Intervista a Domenico Maria Leone

1. Domenico, cos’è per te la gentilezza?

Per me la gentilezza non è qualcosa di astratto. È una guida concreta che accompagna le persone nella vita di tutti i giorni. Significa scegliere ogni giorno il rispetto, l’ascolto e l’attenzione verso gli altri, nei piccoli gesti come nelle decisioni più importanti.

2. Perché hai deciso di dedicare la tua tesi proprio alla gentilezza?

Ho 22 anni e mi considero una persona educata e gentile. Grazie ad Alessandra Ottaviani sono entrato in contatto con il Club Uomini Gentili, una realtà nata nel 2023 che riunisce imprenditori e manager accomunati dalla volontà di mettere le proprie competenze al servizio delle persone. Da lì è nata la curiosità di capire se la gentilezza potesse essere studiata anche dal punto di vista economico e manageriale. Ne ho parlato con il professor Fabrizio Flavio Baldassarre, che ha accolto con entusiasmo questa sfida.

3. Qual era l’obiettivo della tua ricerca?

Volevo dimostrare che la gentilezza non è separata dall’economia. La sfida era collegarla ai principali concetti del management e del marketing, mostrando come possa diventare una leva strategica per creare valore all’interno delle imprese.

4. Qual è stata la scoperta più importante emersa dalla tua tesi?

Ho compreso che la gentilezza non coincide semplicemente con la buona educazione. Significa riconoscere il valore delle persone e creare le condizioni perché possano lavorare al meglio. Quando un’organizzazione mette davvero al centro le persone, aumenta il benessere e, di conseguenza, migliorano anche i risultati aziendali.

5. Quali temi hai collegato al concetto di gentilezza?

Sono partito dalla leadership gentile, cioè dalla capacità di coniugare risultati e relazioni. Successivamente ho approfondito il benessere organizzativo, mostrando come fiducia e sicurezza psicologica aumentino la produttività. Ho poi affrontato il tema della sostenibilità sociale, dello stakeholder capitalism e degli indicatori ESG, evidenziando come la gentilezza rappresenti un elemento culturale che rende concreti questi modelli.

6. Nella tua tesi è presente anche un caso di studio. Di cosa si tratta?

Grazie al rapporto con il Club Uomini Gentili ho raccontato l’esperienza della community e delle sue iniziative. Ogni anno viene assegnato un premio a persone e organizzazioni che promuovono concretamente la cultura della gentilezza. Tra le esperienze che mi hanno colpito di più c’è quella di un albergo etico gestito da ragazzi con disabilità, un esempio concreto di inclusione e valorizzazione delle persone.

7. Hai intervistato anche un manager. Cosa ti ha lasciato questo confronto?

Ho avuto l’opportunità di intervistare Giorgio Santambrogio, Amministratore Delegato del Gruppo VéGé. Mi ha colpito la sua idea di leadership: secondo lui la gentilezza non è una debolezza, ma una competenza manageriale. Anche nei momenti più difficili sostiene che mantenere calma, rispetto e un sorriso aiuti a prendere decisioni migliori e favorisca relazioni più solide.

8. Come hanno reagito i professori alla tua tesi?

Sono rimasti molto colpiti perché è un argomento ancora poco sviluppato nel nostro dipartimento. Ho ricevuto numerosi complimenti sia dalla commissione sia dagli altri laureandi e mi sono stati assegnati tutti i punti disponibili per la tesi. È stata una soddisfazione enorme.

9. Cosa ti piacerebbe fare in futuro?

A ottobre inizierò il percorso di laurea magistrale. Nel frattempo sto riflettendo sulla possibilità di specializzarmi come consulente che aiuta le aziende a sviluppare una cultura organizzativa fondata sulla gentilezza. Credo che possa rappresentare un ambito innovativo e con grandi prospettive.

10. Quale messaggio vorresti lasciare ai giovani e alle imprese?

Nel management non è necessario guidare con il pugno di ferro per ottenere risultati. La gentilezza permette di raggiungere gli stessi obiettivi costruendo fiducia, motivazione e relazioni durature. Anche nel marketing si possono adottare approcci più rispettosi e autentici, capaci di creare un legame più forte con le persone. Oggi la vera sfida è trovare la propria specializzazione e credo che la gentilezza rappresenti ancora una straordinaria opportunità di innovazione.

Complimenti, Domenico!

A Domenico Maria Leone vanno i complimenti di tutta la comunità di Costruiamo Gentilezza per il coraggio di aver scelto un tema originale, trasformandolo in una ricerca rigorosa e innovativa. Il riconoscimento ricevuto dalla commissione di laurea, con l’assegnazione del massimo punteggio previsto per la tesi, conferma che la gentilezza può essere oggetto di studio serio e contribuire ad arricchire il dibattito accademico e manageriale.

Il suo lavoro rappresenta un esempio per tanti altri studenti: la gentilezza merita di essere approfondita nelle università, nelle scuole e nei percorsi di ricerca, affinché diventi sempre più una cultura diffusa e una competenza riconosciuta. Ogni tesi che affronta questo tema può diventare un tassello prezioso per costruire un futuro nel quale relazioni, benessere e valore economico possano crescere insieme.

Un ringraziamento particolare va anche alla Dottoressa Luisa Belsito, Ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza, per aver condiviso questa preziosa esperienza con la nostra comunità, contribuendo a diffondere buone pratiche e storie capaci di ispirare altre persone. Attraverso interviste come questa, realizzate da Luca Nardi, Coordinatore di Costruiamo Gentilezza, il progetto continua a promuovere una cultura della gentilezza sempre più diffusa, anche nel mondo universitario e della ricerca.