Cipollino Angelo

Località: Puglia
Ente: Pallacanestro
Intervista conoscitiva

Come alleni i giocatori alla gentilezza?

Il fondamento della mia idea di basket è la gentilezza e la condivisione di essa in ogni sua forma. Chiunque, a qualsiasi età, appena entra nella nostra “famiglia” viene educato a questo valore fondamentale. Non c’è un modello per insegnare ai ragazzi la gentilezza, ma essa può essere appresa mediante i piccoli gesti quotidiani e con il rispetto del prossimo

Da piccolo chi è stato il tuo “allenatore” di gentilezza?

Il mio unico e solo allenatore che considero tale, sia come allenatore di pallacanestro che come allenatore di vita e quindi di gentilezza è Giuseppe Di Vagno. Siamo ancora insieme in attività, con la piccola differenza che oggi sono passato dalla parte dell’allenatore e non sono più in quella del giocatore.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi giocatori?

Come detto in precedenza, la gentilezza la spiego con i piccoli gesti quotidiani. Ci sono tanti esempi di gentilezza nella pallacanestro, chiedere scusa per un fallo, aiutare un compagno o avversario in un momento difficile, essere coesi come squadra.

Come può la gentilezza aiutare i bambini a vivere lo sport più serenamente?

Se iniziamo da piccoli a spiegare i sani principi dello sport, tra cui la gentilezza, il rispetto, l’educazione, i bambini, in un futuro, potranno predicare questi principi al prossimo. Così riusciremo a fondare una società incline al rispetto e alla gentilezza.

Quando un giocatore sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Quando alleno i miei ragazzi, e qualcuno sbaglia qualcosa, cerco sempre di spiegare in modo semplice quale è l’errore, utilizzando anche paragoni con la vita reale