Pontalti Anna

Località: Trentino Alto Adige
Ente: Rugby
Intervista conoscitiva

Come alleni i giocatori alla gentilezza? 

Sicuramente alleno i miei giocatori alla gentilezza essendo io in prima persona gentile con loro e facendo in modo che si aiutino a vicenda (sostegno) e si rispettino (amicizia).

Da piccolo chi è stato il tuo “allenatore” di gentilezza? 
Il mio allenatore di gentilezza da piccola è stato mio papà che mi ha insegnato quello che significa aiutare gli altri soprattutto i più bisognosi, con un semplice gesto. Mi ricordo infatti che da piccola avevamo deciso che a Pasqua i soldi che avremmo dovuto spendere per le uovo di cioccolato, sarebbero stati donati ai bambini in Africa.
Una parola gentile che usi sovente con i tuoi giocatori
Per prima cosa sorrido, poi gli abbraccio (alleno bambini di 4 e 5 anni) e poi dico loro grazie oppure che sono stati bravi.
I complimenti ogni tanto e quando se lo meritano, vanno fatti, non deve essere dato nulla per scontato.
Come può la gentilezza aiutare i bambini a vivere lo sport più serenamente?
 La gentilezza può aiutare a fare in modo che i bambini non si sentano giudicati e “sbagliati”/ non adatti a quel tipo di sport a causa magari dei compagni che fanno qualche battutina o che prendono in giro.
È importante che i bambini si sentano al sicuro, che possano essere liberi di essere quello che sono senza alcuna paura e che i propri compagni di squadra diventino per loro come una seconda famiglia.
Quando un giocatore sbaglia, come lo correggi con la gentilezza? 
Solitamente quando è il turno del bambino che sbaglia, faccio l’esercizio con lui facendoli capire che se lo fa in quel modo è molto più semplice e che anche se sbaglia fa lo stesso perché chi sbaglia è perché ci prova, chi non sbaglia mai è perché sta fermo e non fa nulla per paura di sbagliare.