Amante Angela

Località: Toscana / Grosseto
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

Sono fermamente convinta che l’ascolto stia alla base dell’attività degli Amministratori comunali lo ritengo uno dei compiti principali in assoluto. Nella vita pubblica è impossibile governare bene, prendere le decisioni giuste e nei tempi giusti, senza ascoltare chi ti ha eletto (e anche chi non ti ha votato) e senza confrontarsi con le ragioni degli avversari. La delega che mi è stata appena assegnata, quella alla Gentilezza, mi spingerà a potenziare ulteriormente queste mia dote, sia come assessore alla Pubblica Istruzione e ai Servizi Educativi sia come Assessore con delega alle Pari opportunità.

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

I miei genitori sono stati un esempio di gentilezza, fin da piccolissima mi hanno insegnato le buone maniere di comportamento nei rapporti con gli altri. La gentilezza sta alla base dei rapporti umani,  previene gli equivoci che spesso danneggiano la comunicazione e qualsiasi tipo di relazione.

Essere gentili  scoraggia l’altro a non esserlo. Le buone maniere possono fare la differenza nella vita di ognuno di noi

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?

Grazie è la parola che uso più spesso.                                                                                                                            Quando diciamo grazie a una persona non  solo riconosciamo in quel momento il suo valore, ma  esprimiamo anche  gratitudine per tutto ciò che lei ha fatto per noi.

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

La gentilezza è un elemento che fa parte della nostra vita quotidiana fin dall’infanzia.

Ai bambini dovrebbe essere  insegnato oltre ad essere sempre educati e gentili con il prossimo che la vera gentilezza è  soprattutto quella caratterizzata dalla cura per l’altro.

Per rendere più unita una comunità  i componenti dell’Amministrazione Comunale  dovrebbero conoscere i  desideri dei propri cittadini per mezzo dell’ascolto e della  raccolta di informazioni; così facendo le persone si sentiranno chiamate in causa, e dunque libere di esprimersi e di condividere o proporre idee con gentilezza, inoltre  vivranno le relazioni con gli amministratori  in modo più partecipativo.  Tutto ciò contribuirà a rendere uniti i  concittadini nelle iniziative rivolte al bene comune. L’obiettivo principale da perseguire  quindi, dovrà essere  quello di avere “un mondo migliore purificato dall’aggressività, dall’arroganza e dalla maleducazione, un modello di esempio per i nostri bambini.

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?

Promuovendo una cultura di cura e attenzione.
Lo correggerei con l’ascolto attivo, ovvero un ascolto che si basa sull’empatia e sulla sospensione
di giudizio dimostrando partecipazione e attenzione nei  confronti  dell’interlocutore maleducato  per individuare le motivazioni di quel gesto inopportuno.

Come Assessore alla Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?

Osservando i risultati di coloro che hanno studiato la gentilezza attraverso  diversi studi ed esperimenti compiuti negli ultimi anni è stato confermato che il fatto di compiere comportamenti gentili aumenti il benessere percepito da parte dell’individuo che li ha messi in atto.
Essere gentili con gli altri inoltre mette in moto una reazione a catena che spinge le persone che hanno beneficiato di atti gentili, a mettere loro stessi in atto comportamenti gentili. C’è bisogno di un vero e proprio cambiamento culturale la strada da percorrere è ancora lunga e sicuramente accidentata, ma con la buona volontà e l’esempio di chi ha già intrapreso il percorso di una cultura sulla gentilezza, si fa sempre più vicina.

Questo significa per me essere costruttore di gentilezza