Annie Binel (maggioranza)

Località: Valle d'Aosta / Donnas
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

Penso che la gentilezza sia un concetto astratto e spesso un po’ dimenticato nella quotidianità frenetica che caratterizza il nostro mondo e modo di vivere, dominato sempre più spesso dalla comunicazione tramite social. Costruire gentilezza per me è un insieme di tanti piccoli gesti che svolti con perseveranza possono creare un ambiente più sereno in cui ci si senta più vicini e si possa ricostruire il senso di comunità che caratterizzava i piccoli paesi come il mio.

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

Ricordo con affetto il tempo passato da bambina con il mio nonno Pippo, eterno bambino e amico di tutti. Ha fatto parte della Banda musicale di Donnas per ben 50 anni, partecipando a tutte le feste e gite organizzate. Agli eventi di paese non mancava mai! Conosceva quasi tutti e con chiunque si fermava a chiacchierare ben volentieri e, se c’era il tempo, a bere insieme un bianco. Nonostante le sue ferme idee, soprattutto quelle politiche, riusciva ad andare d’accordo con tutti grazie alla sua allegria e vivacità e al suo animo gentile.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?

Non c’è una parola particolare che utilizzo, penso però che salutare con gentilezza e chiedere alle persone come stanno, sapendo ascoltare davvero ciò che rispondono e sapersi fermare e concedere del tempo agli altri sia una pratica gentile spesso dimenticata.

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

I bambini sono il nostro futuro, se vogliamo migliorare la nostra società dovremo soprattutto pensare ai valori che vogliamo trasmettergli. E’ necessario fornire ai bambini gli strumenti per diventare dei buoni adulti di domani, uno di questi strumenti è per me la gentilezza, che gli permetterà di costruire una società migliore, che unita possa affrontare le grandi sfide del futuro. Mi piace molto una frase di Gandhi che recita “Prima di insegnare ad un bambino a leggere, insegnategli che cosa sono l’amore e la verità”.

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?

Spesso lo stress, la tensione legati alla vita quotidiana e i modelli della società odierna ci spingono a scaricare le nostre energie negative sul prossimo. La quotidianità ci racconta di continue polemiche e critiche generalizzate spesso senza riguardo verso chi abbiamo di fronte.
E’ importante per me cercare di veicolare il messaggio che la comunicazione può e deve essere gentile in modo trasversale e applicare questo tipo di comunicazione può portare giovamento a entrambe le parti e di riflesso alla comunità. Trasformare la maleducazione, la polemica in qualcosa di propositivo, da cui trarre qualcosa di bello e positivo che si possa costruire insieme e che non è solo uno sfogo verso l’altro. Sicuramente il buon esempio deve fare da padrone, perciò alla maleducazione penso si debba rispondere con pazienza, ascolto e gentilezza.