Ghidini Giulia

Località: Lombardia / Pegognaga
Intervista conoscitiva

Conosciamo Giulia Ghidini Assessore alla Gentilezza di Pegognaga (Mn).

Secondo lei qual è il “compito” di un assessore/consigliere con delega alla gentilezza?

A livello territoriale, il compito di un consigliere/assessore con delega alla gentilezza è la diffusione di questa pratica che ormai si sta perdendo ed è quasi scomparsa. La gentilezza viene troppo spesso data per scontata, non le viene attribuito il giusto peso e non si considerano gli effetti positivi che questa può avere sulle persone con cui ci relazioniamo.
Occorre abbattere pregiudizi, stereotipi e perché no.. Rancora ed odio che quotidianamente incontriamo nelle nostre vite. Occorre creare una comunità serena, una comunità gentile, appunto.

Secondo lei la gentilezza cosa può contribuire a prevenire?

La gentilezza può aiutare a prevenire stati di emarginazione e/o di aggressività. Se trasmessa ai bambini in età scolare o addirittura pre-scolare, questa può aiutare a previre episodi di bullismo; in tal senso è necessario trasmettere ai bambini che la gentilezza fa bene a loro stessi e soprattutto agli altri.
Se prendiamo in considerazione il fatto che la gentilezza nutre le emozioni positive e abbatte quelle negative, si possono prevenire stati emotivi negativi quali ansia e stress.
La gentilezza è davvero un’arma potentissima.

In cosa può essere considerato innovativo l’assessorato alla gentilezza?

La delega alla gentilezza è innovativa perché tendenzialmente si assegnano deleghe più “pratiche” atte a risolvere le problematiche concrete del paese o della città in questione.
Il bene comune di un paese potrebbe partire proprio da semplici “atti gentili” che associazioni e singoli cittadini possono mettere in atto per la creazione di un luogo con spirito di comunità e condivisione, affinché ogni persona possa sentirsi parte integrante della sua comunità e sentirsi riconosciuta in essa.

La prima reazione che ha avuto quando ha saputo di avere ricevuto la delega alla gentilezza?

La prima reazione è stata di felicità. Il prendermi cura dell’altro avviene quotidianamente con il mio lavoro. Chi, nel proprio lavoro instaura relazioni di cura sa quanto possa essere difficile e quante difficoltà si possano incontrare. Da educatore professionale ho capito, con il tempo, che una buona parola, un gesto gentile, una stretta di mano, una carezza ed una risata, possono davvero salvare la vita ad una persona.
Sono onorata che il Sindaco abbia scelto di affidare a me questa delega così delicata e così importante in un periodo storico come quello che stiamo vivendo. Non posso promettere che sarò perfetta in questo ruolo, ma posso promettere che darò sempre il meglio di me e che… Avrò cura della gentilezza.