Prola Antonella

Località: Piemonte / Castelnuovo Nigra
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità locale?

Prima di tutto prendendomi cura di me stessa. Non si tratta di egoismo, ma di attenzione alla mia crescita personale per poter essere positiva e propositiva nella comunità.

In secondo luogo, credendo dal profondo che l’incontro con l’altro o con l’ambiente è sempre un momento di particolare di accoglienza, di ascolto, di attenzione e di rispetto.

Da piccola  chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

Sicuramente mio zio Battista: una persona buona, attento a tutti quanti, allegro e disponibile.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi concittadini?

Inizio con un saluto sorridente e poi sempre “Grazie, è stato bello incontrarti e parlare con te. Mi insegni sempre molto”

Come può la gentilezza rendere più unita la comunità mettendo al centro i bambini?

I bambini sono energia vitale pura, che si emozionano e si stupiscono davanti a ciò che agli adulti sembra nulla, che creano con poco mondi infiniti e avventure strabilianti; i bambini vedono il bello e sono curiosi. I bambini litigano, ma poi velocemente desiderano fare la pace per riprendere a giocare e a parlarsi.

Ecco perché mettere al centro loro, perché ci insegnano.

Quando un cittadino si comporta con maleducazione verso la comunità, come lo correggeresti con la gentilezza?

In verità non mi è ancora capitato; nell’ipotesi che ciò potesse accadere, devo innanzi tutto evitare il giudizio sulla persona e focalizzare l’attenzione sull’atto maleducato e provare a dialogare con il cittadino, in modo calmo, ma fermo, cercando di porgli domande per fargli capire, dalle sue stesse risposte, che il suo gesto non è stato così corretto e civile. Gli farei notare che ci possono essere alternative, magari da trovare insieme. E saper accogliere anche il suo malumore …