Bellandi Caterina

Località: Toscana
Ente: Amministratrice
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità lavorativa?

“La comunità lavorativa a cui appartengo, ovvero quella dei taxisti di Firenze, mi sottopone ad un quotidiano esercizio di ascolto: la mia immagine, talvolta giudicata stravagante (il mio variopinto taxi per me è cuore pulsante , è navicella spaziale con cui mi dirigo nell’universo degli incontri e delle relazioni, con cui trasporto i miei Supereroi alle terapie ed in coinvolgenti avventure), oltre che il periodo che stiamo vivendo di forte stress anche in ambito lavorativo, mi sottopone spesso a situazioni di non accoglienza. Praticare gentilezza in tale ambito dipende molto dagli stimoli: con persone gentili lo sforzo è inesistente, mentre davanti a stimoli di rifiuto o rigidità, mi esercito al silenzio con l’intento di trovare un modo per entrare in relazione anche con chi, la gentilezza è più difficile da praticare. Quindi per me la gentilezza è accogliere e trovare la chiave di accesso per una connessione di relazione oltre l’apparenza.”

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

“Da bambina non ho avuto figure di riferimento che mi ispirassero la pratica della gentilezza come modus operandi, ma da adulta ho avuto il privilegio di conoscere Padre Bernardo, Abate di San Miniato al Monte, che per me rappresenta la personificazione dell’accoglienza e dell’ascolto, con costanti atti di apertura incondizionata all’altro.”

Come può la gentilezza sul lavoro contribuire ad accrescere il benessere dei lavoratori e la produttività?

“Creare comunità, lavorare in squadra, mettere in campo diverse sinergie, essere disposti anche a fare un passo indietro, se necessario a perseguire il bene comune.”

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi collaboratori?

“Parole gentili :#LOVEYOU , #AMORE, #RAGAZZII le uso per richiamare attenzione in modo amichevole.”

Come Imprenditore della Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?

“Costruire gentilezza: per me corrisponde fare rete ed allenarsi insieme a concretizzare progetti ed intrecciare relazioni, guardare tutti nella stessa direzione, ovvero in verticale; è allenarsi a non reagire all’aggressività con altrettanta aggressività, è meditazione per una risposta accogliente anche quando accoglienza non viene mostrata.”