Galletti Serena

Località: Toscana
Ente: Manager
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità lavorativa?
Cerco di attivare buone pratiche di gentilezza ogni giorno. Nella comunità lavorativa di cui faccio parte, costruire gentilezza significa costruire relazioni di valore nel tempo. Come? Valorizzando le persone, le loro attitudini e allo stesso tempo provando a ispirare un cambiamento in chi non ha nelle sue corde quegli stessi valori. Quando arrivare al cambiamento può apparire troppo ambizioso, credo sia importante far emergere certi concetti, purtroppo poco noti a tante persone, ma spesso fondamentali per una prima sensibilizzazione sul tema della gentilezza, quella gentilezza in grado di cambiare davvero le relazioni.

Da piccola chi è stato il tuo esempio di gentilezza?
Il più grande esempio di gentilezza che ho avuto da bambina è stata la mia nonna materna, Genoveffa: la persona più buona, altruista e generosa che io abbia mai conosciuto. La sua attenzione per gli altri è sempre stata ammirevole. Lei si metteva sempre al secondo posto, anche quando non avrebbe dovuto. La sua vita non è stata mai facile e ha dovuto superare momenti molto dolorosi e difficili prove, come quella di crescere da sola una figlia, dopo aver perso il marito in guerra a soli 29 anni. È stato un onore averla come nonna e imparare da lei tantissimi dei valori più importanti che porto con me. La sua sensibilità era davvero unica. Non riuscirò mai ad arrivare ai suoi livelli, ma ogni giorno cerco di mettere in pratica quello che con il suo esempio costante mi ha trasmesso!

Come può la gentilezza sul lavoro contribuire ad accrescere il benessere dei lavoratori e la produttività?
Essere gentili non significa solo essere cortesi, ma attenti, disponibili e collaborativi: questi tratti tipici della gentilezza, se messi costantemente in pratica migliorano la qualità delle relazioni e contribuiscono alla percezione sempre maggiore di un senso di appartenenza, al team e all’azienda! Essere più produttivi come team è il risultato di una crescita individuale di ogni singolo lavoratore, che in questo modo acquisisce consapevolezza, sicurezza e senso di appartenenza, migliorando progressivamente anche le proprie performance.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi collaboratori?
Valore: mi piace riconoscere e mettere in luce il valore di ogni persona. Cerco di farlo sempre in modo esplicito e diretto, facendo notare come determinate attività siano più efficaci e vincenti proprio grazie alle specifiche attitudini di quella persona, in grado di dare un valore aggiunto importante nel lavoro che svolge, dalle piccole alle grandi cose.

Come Imprenditore della Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?
Cerco di costruire gentilezza seguendo le mie inclinazioni. Cerco di offrire il mio aiuto e il mio contributo quando mi è possibile, non solo ai clienti, ma anche ai colleghi e ai partner professionali. Ho capito che fare qualcosa per qualcuno, anche di piccolo per quelle che sono le mie competenze e abilità, può fare la differenza in un determinato momento o riguardo un’attività specifica. Credo che costruire gentilezza sia un mix di disponibilità, generosità e senso di appartenenza, requisiti indispensabili in un rapporto professionale collaborativo e sempre in evoluzione.