Lo Conte Claudia

Località: Toscana
Ente: Libera Professionista
Intervista conoscitiva

Buona pratica di gentilezza di accesso: Nel mio studio ci sono tante piccole attenzioni alle persone (pennarelli e fogli per j più piccoli, due cestini con i giochi per passare il tempo mentre la mamma o il papà parla con me, acqua o tisane calde in inverno o fresche in estate, un calzatoio con il manico lungo per chi fatica a rimettersi le scarpe, disponibilità di assorbenti nel bagno, di mascherine, libri a tema, fiori sulle scale di accesso allo studio, un grazioso angolo sul terrazzo con una sedia messa accanto ad un limone se capita che l’accompagnatore rimanga fuori, utilizzo si w.up per rispondere ai quesiti delle persone, per aiutarli ad interpretare le etichette alimentari, o per condividere ricette gustose ma sane. Ogni mese fornisco una scheda informativa con cui trasmetto informazioni, per chi non è sui social.
Da alcuni anni ho aperto un gruppo FB chiamato “Ricette di Dietista ” dove condivido ricette che possono aiutare chi deve fare una dieta a non diventare triste per le privazioni alimentari, ma a mangiare in salute e con piacere. Combatto i falsi miti ed il proibizionismo con il buonsenso.
Invito a seguire uno stile di vita più attivo con gioia, cercando di favorire attività motoria divertente.

 

Di cosa ti occupi?

Sono una Nutrizionista Dietista, libero professionista che fa consulenze personali,  per enti pubblici e per strutture private (scuole, asili nido, RSA…). Faccio anche incontri formativi ed informativi, come corsi cosiddetti “H.A.C.C.P.” e incontri pubblici rivolti a varie fasce di età su tematiche legate al cibo, al rapporto con il cibo ed alla corretta alimentazione.

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità lavorativa?

Con un tono accogliente, con l’ascolto e con la disponibilità al supporto per la risoluzione del problema che ha portato quella persona da me, quindi offrendo una speranza di miglioramento ed un rinforzo positivo con una ampia disponibilità anche telefonica. Con l’assenza di giudizio.

Con un’ambiente che sia piacevole ed attento al bello (ad esempio con piante fiorite tutto l’anno).

Con attenzione alle necessità delle persone, in modo che quel tempo nel mio studio sia buono, ad esempio con una tisana calda in inverno e fresca in estate, con la disponibilità di assorbenti igienici nel bagno, un calzatoio per chi fa fatica a rimettersi le scarpe, una bottiglia di acqua per chi ha la gola secca, dei pennarelli e dei giochi per i piccoli che talvolta accompagnano la mamma….ed io conservo in studio vari disegni che mi sono stati regalati nel tempo da bambine e bambini che sono venuti qui da me.

Nel lavoro con le scuole preparo menù dove inserisco ricette con nomi di fantasia o nomi di personaggi amati dai bambini, in modo da favorire l’intervento di educazione alimentare durante il pranzo

Anche nel lavoro di formazione, mi presento sempre con dei supporti visivi (PPT) creati ad hoc per favorire l’interesse delle persone, cercando di usare un linguaggio adeguato, accessibile  e di creare un clima positivo e leggero che faciliti le interazioni.

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

I miei genitori, ognuno a suo modo: mia mamma interessandosi quotidianamente delle mie attività ed emozioni, mio padre, pur se meno loquace, è stato sempre presente nel momento del bisogno, senza giudicare e supportandomi, poi mio marito Salvo.

Come può la gentilezza sul lavoro contribuire ad accrescere il benessere dei lavoratori e la produttività?

La gentilezza dona serenità e le persone si innamorano del loro lavoro, pertanto saranno meno colpite da stress e tenderanno a non assentarsi.

Chi vive nella gentilezza, facilmente sente il successo del gruppo di lavoro come una gratificazione personale.

Per esperienza personale, posso testimoniare che ambienti di lavoro negativi, stressogeni, competitivi, inducono le persone a licenziarsi, con gravi perdite economiche , oltre che di immagine, per il datore di lavoro.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi collaboratori?

Lavoro da sola, ma la prima cosa che dico a chiunque entri nel mio studio (oppure se vado io dal cliente come nel caso delle pubbliche amministrazioni ) è “Buongiorno, come va?”, oppure “Ciao, stai bene?”

Come Imprenditore della Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?

Significa usare un linguaggio delicato, rispettoso e adeguato al livello culturale della persona che mi trovo davanti, significa anche non tirarsi indietro di fronte a responsabilità educative.

Significa mettere a disposizione gratuitamente parte del proprio tempo in attività sociali per la comunità in cui si vive. Personalmente faccio parte del Consiglio del Circolo ARCI locale che organizza numerose attività rivolte alla popolazione, partecipo alle attività degli Orti Urbani locali, ed ho organizzato un laboratorio gratuito per imparare a fare le “Pigotte” (bambole Unicef) che poi la scuola locale offre all’Unicef la quale, attraverso la loro vendita può svolgere la propria attività.

Significa dare un valore aggiunto al proprio lavoro.

Significa regalare un momento di ascolto a chi ne ha bisogno  ed una parola di incoraggiamento, se utile.