Oliboni Daniela

Località: Toscana
Ente: Imprenditrice
Intervista conoscitiva

Come costruisci la gentilezza nella tua comunità lavorativa?

Nella nostra comunità hermes consulting, la prima gentilezza è parlare di NOI anziché di IO o del MIO. Abbiamo sviluppato una cultura dell’ascolto reciproco attento e di una forte inclusione delle prospettive sia nei progetti che nella gestione aziendale e stiamo introducendo pratiche sempre più inclusive e collaborative. Crediamo al valore della Persona. A volte questo ci fa impiegare molto tempo rispetto al semplice risultato da raggiungere con due effetti: il clima tra noi è amichevole e di sostegno reciproco… positivo. Arriviamo esausti a tirar fuori risultati che coinvolgono tutti … questo è da migliorare, poiché alla fine, sembriamo poco sostenibili e gentili con noi stessi!

Da piccolo chi è stato il tuo esempio di gentilezza?

Mio padre e mia nonna, entrambi erano capaci di una gentilezza profonda.

Come può la gentilezza sul lavoro contribuire ad accrescere il benessere dei lavoratori e la produttività?

La gentilezza crea un ambiente piacevole e solidale, ci si può esprimere con libertà e sentirsi al sicuro. Perciò permette di avere un contesto più responsabile e creativo.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi collaboratori?

La mia parola preferita è grazie. Lo dico sempre sentendo gratitudine verso le persone che ho intorno, mi dicono che non dovrei usarla spesso, perché la gente si monta la testa… ma tant’è. È più forte di me sentire un sorriso nel cuore e dire grazie.

Come Imprenditore della Gentilezza, cosa significa per te essere un costruttore di gentilezza?

Significa creare un mondo in cui possano volare tutti, non solo quelli che passano col Semafororosso! Un mondo in cui ci sia rispetto e pace.