Cartotto Andrea

Località: Liguria
Ente: Insegnante secondaria 1 grado
Intervista conoscitiva

Da piccolo chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

la mia “insegnante” di gentilezza, da piccolo, è stata probabilmente la mia mamma. Docente di Lettere alla Secondaria di I Grado per una vita, mi ha trasmesso con il suo esempio valori quali la sobrietà, la modestia, il mutuo aiuto: ricordiamo di ricercarli a qualsiasi età.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Ogni giorno, cerco di insegnare ai miei alunni la gentilezza con l’ausilio delle “3 E”, un modello che ho coniato personalmente e mi sta molto a cuore. Si tratta di Entusiasmo, Esempio e – soprattutto – Empatia!

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

Difficile scegliere una sola parola “gentile”, ma provo con…cuore! Agli alunni, dico spesso infatti “mi state a cuore”, “mettete il cuore in ciò che fate”, “utilizzate il cuore per entrare almeno un po’ nelle emozioni e negli stati d’animo dell’altro”.

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

La gentilezza, in Rete (dove si traduce anche nel rispetto della netiquette) e nella vita analogica di ogni giorno è l’unica vera “arma” di distruzione di massa. Con la gentilezza, infatti, possiamo distruggere modelli negativi, possiamo abbassare e far abbassare il tono della voce durante una conversazione, possiamo affermare più facilmente le nostre ragioni, possiamo argomentare serenamente un dissenso, possiamo recidere le radici della violenza fisica e verbale.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Quando un alunno sbaglia, non può esistere da parte di un Docente il “no” assoluto, una sola sillaba oppositiva di diniego. All’alunno che commette uno sbaglio occorre chiedere se abbia realmente compreso il suo errore come potrà evitarlo in futuro. Solo in caso di risposta affermativa, è possibile passare oltre. Un errore non è una macchia, piuttosto diviene un sassolino da conservare nella tasca per non dimenticarlo e trarne insegnamento.

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

Essere costruttore di gentilezza è una splendida responsabilità: significa edificare un muro non affinché abbia una durata effimera ma affinché resista alle intemperie, agli imprevisti, anche ai danni volontari commessi da qualcuno. Perché se permettiamo alla nostra vita di poggiare sulla gentilezza non siamo deboli: abbiamo semplicemente il coraggio di rispettare noi stessi e gli altri.