Costruiamo Gentilezza

Ceci Maria Cristina

Località: Lazio
Ente: insegnante primaria
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

Il mio primo insegnante di gentilezza è stato mio zio, un uomo unico che era pronto a tendere la mano a tutte le persone che gli erano accanto, in qualsiasi momento della loro vita buio o luminoso. Mio zio era dolcissimo, accogliente e soprattutto illuminava i luoghi in cui viveva. Se sono la donna che sono ora è grazie anche a lui. Voglio spendere un pensiero per i padri Salesiani che ho incontrato nel mio cammino, esempi concreti di accoglienza, fratellanza e di “maestranza” in quanto mettevano in pratica concretamente questi valori. Ringrazio anche loro se la spiritualità non mi ha mai abbandonata.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Io cerco di essere un “operatore di gentilezza”, non fermarmi alle parole ma portando concretamente delle piccole azioni come: l’appello emotivo che da inizio alla nostra giornata scolastica, il saluto dato e ricevuto, una parola di conforto o di incoraggiamento anche verso le colleghe. Il dialogo e l’ascolto sono la chiave, cercare di far parlare i bambini spronandoli a guardarsi dentro e a riflettere su ciò che fanno di giusto ma anche di sbagliato perchè gli errori esisitono ma sono i “nostri maestri di vita”, senza non si troverebbero nuove strade.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

“Mettiti nei suoi panni” è questa l’espressione che le racchiude tutte, il dire grazie, il rispettare la natura, l’ambiente che ci circonda anche “rischiando” di essere  un po’ creativa nel momento in cui chiedo ai bambini di immedesimarsi nell’albero al quale hanno staccato una foglia…. Rendere consapevoli i bambini, futuri adulti di domani, che gli altri esseri viventi e gli ambienti che ci circondano sono colmi di meraviglia e di ricchezza, contribuirà alla creazione di una società migliore.

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

La scuola è MAESTRA DI VITA, se si mostra la gentilezza e se la pratica l’insegnante che a sua volta educa a tutto quell’enorme bagaglio di valori che porta con sé, i ragazzi saranno più consapevoli di loro stessi e più sereni. Non avranno paura del bullo perchè lo sapranno riconoscere qualora ci sia e lo sapranno mettere a tacere perchè non avranno paura a parlarne con un adulto di riferimento; non avranno paura di prendere un brutto voto perchè sapranno che se accadrà non sarà perchè loro sono sbagliati ma perchè dovranno semplicemente impegnarsi di più…. La gentilezza aiuta a vivere meglio, ecco cosa fa!

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Io ho sempre un pochino di paura nel momento in cui devo correggere un errore perchè non voglio che possa “segnare” la crescita dei miei alunni. Prima di tutto uso il colore verde nel momento della correzione di compiti scritti e poi cerco di farmi spiegare cosa ha spinto a dare quella risposta, do la spiegazione giusta ed infine dico: ”Grazie perchè abbiamo avuto modo di rispiegare e di capire meglio questo argomento!”. Se l’errore è di comportamento allora lì si dialoga, invito il bambino a spiegare le ragioni che lo hanno mosso verso un comportamento sbagliato e cerco di farlo immedesimare nei panni di chi ha subito quel suo modo di fare.  Quello che ribadisco è che ciascuno di noi è diverso, è fatto a suo modo e vive, sente ragiona a suo modo ed è giusto così perchè è ciò che ci rende unici e inimitabili per cui dobbiamo solo fermarci e capirci un pochino di più, sembra impegnativo ma si può fare. Non è facile correggere e i numerosi  trattati psico-pedagogici su questo argomento ne sono la riprova, io cerco di formarmi e di migliorarmi.

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

E’ un concentrato di empatia, accoglienza, di benevolenza, di rispetto, di solidarietà, è un portatore di luce e felicità nel buio che a volte avvolge questo mondo. Il costruttore ha un’enorme responsabilità verso se stesso e verso gli altri perchè, essendo umano, può avere dei momenti di caduta ma deve avere l’abilità e la capacità di superarli e viverli ancor più serenamente con una maggiore consapevolezza non giudicante rispetto alle persone che gli sono accanto. Io voglio essere questo e ne sono onorata, perchè i nostri limiti, nonostante tutto ci rendono esseri unici e inimitabili.