Crespi Chiara

Località: Emilia Romagna
Ente: insegnante Primaria
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

Come alunna, la mia autostima è aumentata alle medie, in particolare ricordo con affetto una professoressa di italiano supplente al terzo anno che ci fece sentire tutti ragazzi preziosi e speciali.

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Quotidianamente e continuamente. Tramite atteggiamenti gentili, educati, positivi, assertivi, pazienti e accoglienti. “Essere in prima persona per un vero esempio e insegnamento”.

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

– “Prova a dirmi come ti senti”

– “Prova a dirmi la tua idea” 

-“Stamattina abbiamo lavorato tanto e ci meritiamo una bella pausa!”

Come può la gentilezza aiutare i bambini a vivere la scuola più serenamente?

Andare a scuola e imparare è stressante per i bambini. Creando un clima ed un ambiente positivo e sereno, che li invogli ad imparare, li si può dispensare dalle tensioni inutili. Inoltre stanno a scuola tante ore, quindi è come se fossimo tutti una grande famiglia, in cui si condividono tante esperienze, ci si rispetta e ci si vuole bene.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Non uso penna o matita rossa per sottolineare errori, uso solo un puntino nei pressi di essi e chiedo ai bambini di fare a gara con me per individuarli e correggerli. Quando la pagina è priva di errori non metto mai “bravo” o “bravissimo”, ma una chiocciolina del colore preferito del bambino. Non uso voti ma punteggi, ricordo che i punteggi bassi non indicano la persona ma la prestazione e che si può migliorare sempre! A fine anno non mostro mai la pagella se non ai genitori (tranne in quinta primaria), ma consegno un diplomino di passaggio d’anno con i complimenti di tutte le insegnanti.