Landini Giovanna

Località: Piemonte
Ente: insegnante Primaria
Intervista conoscitiva

 

Sono una maestra, una maestra che ama tantissimo stare con i suoi bambini e le sue bambine. Con loro sto bene e ogni giorno è una nuova scoperta. Ho sempre cercato di creare, all’interno delle classi che ho avuto, un clima il più sereno possibile, non conflittuale, armonioso, di fiducia reciproca e di affetto. Ho ascoltato tanto ogni richiesta di aiuto che mi veniva fatta volontariamente o involontariamente, ho ascoltato tutto ciò che i bambini mi volevano comunicare e lo sto facendo ancora.

Io penso che se un bambino/a non è sereno/a non potrà mai riuscire a partecipare ad una lezione o a interagire con gli altri in modo positivo. Secondo me non è tempo perso fermarsi durante un lavoro ad ascoltare e discutere di un problema che si manifesta o di qualcosa che “non fa star bene”. Penso che sia utile creare dei momenti per chiarire delle incomprensioni, per parlare dei disagi, o semplicemente per manifestarsi affetto. A volte metto in atto pratiche suggerite dai miei stessi bambini: quando qualcuno è nervoso e capisce di non riuscire a controllarsi viene un po’ vicino a me. Talvolta basta una parola gentile, un “Lo sai che ti voglio bene” un semplice abbraccio per percepire veramente che la tensione muscolare si scioglie e il bambino torna alla normalità. Oppure una pratica che mi chiedono a volte i bambini, quando hanno la necessità di parlare delle dinamiche di comportamento fra di loro è il circle time.

In questo contesto ogni bambino/a è libero di sfogarsi apertamente senza paura di essere giudicato e sa che verrà ascoltato. Gli altri poi hanno la possibilità di dire la loro e si va avanti così finchè si arriva a degli accordi condivisi da tutti. Alla fine qualcuno arriva a piangere, ma è un pianto positivo , consapevole. Mi ha spiegato un bambino che piangeva perché era felice. In questo contesto spesso si fa uso di “parole gentili” per consolare chi ne ha bisogno.

Un momento che a loro piace tantissimo ed anche a me,  è quello dell’abbraccio con i compagni, con le insegnanti e “l’abbraccione di gruppo”. E’ un  momento molto tenero, delicato, in cui si esprime l’affetto verso gli altri , un abbraccio che si fa col cuore, un momento in cui ci si scambiano parole affettuose. (Purtroppo, in questo periodo di emergenza sanitaria non lo possiamo mettere in pratica, ma noi ci abbracciamo ugualmente, anche solo con lo sguardo!)

E poi … ci sono ancora tante altre strategie “gentili” per stare bene insieme!

Tutto ciò, a mio parere,  contribuisce a creare un clima di inclusività dal punto di vista emotivo, uno stato di benessere. Tutti i bambini trovano il proprio spazio, tutti si sentono parte di un gruppo unito, nessuno viene escluso.

Magari si toglie qualche momento all’attività di italiano o storia , o ad altro ancora,  ma come diceva il Gabelli più di un secolo fa e poi altri dopo di lui …  “E’ meglio una testa ben fatta di una testa ben piena”. Ed io aggiungo … con la gentilezza si può arrivare lontano. Ho fatto mia una frase di Esopo “Per quanto piccolo , nessun atto di gentilezza è sprecato”. Un bambino circondato da gentilezza oggi, sarà un adulto gentile domani!

Ecco cosa significa per me essere costruttore di gentilezza… tutto questo!

 

Nel corso degli anni , le mie bambine e i miei bambini , oltre a partecipare annualmente ai “Giochi della gentilezza” e alla “Giornata della Gentilezza” hanno praticato diversi atti di gentilezza anche per il sociale:

  • Abbiamo realizzato delle cornici con materiale di recupero che abbiamo venduto in piazza; il ricavato è stato donato all’oratorio.
  • Abbiamo portato tante piantine di fiori ai nonnini e alle nonnine della casa di riposo del nostro paese e abbiamo dedicato loro del tempo, andandoli a trovare.

E abbiamo pensato ad atti di gentilezza anche verso i nostri amici animeletti…

-abbiamo costruito delle mangiatoie per gli uccellini e le abbiamo messe sulle piante del cortile della scuola

 

 Grazie per tutti gli spunti che ci offrite, grazie davvero, siete preziosi!

 

Giovanna Landini