Pellegrino Maria Catena

Località: Sicilia
Ente: Insegnante infanzia
Intervista conoscitiva

DA PICCOLA CHI E’ STATO IL TUO INSEGNATE DI GENTILEZZA?

Da piccola i miei insegnanti di gentilezza sono stati i miei nonni… gentili di animo e di cuore! Ricordo ancora tutti i loro “grazie” per una visita, seppur breve, per ogni telefonata, per ogni commissione. Ricordo ancora tutte le volte che mi hanno chiesto “scusa” per ogni compleanno dimenticato o per il disturbo di una telefonata o di una richiesta. Mi hanno insegnato, con il loro modo di essere, che niente deve essere scontato, che nulla deve essere preteso, che la gentilezza è una qualità da difendere e che ogni cosa è un regalo della vita.

COME INSEGNI AGLI ALUNNI LA GENTILEZZA?

Credo che la gentilezza non si debba insegnare bensì praticare perché si trasmette un comportamento più con l’esempio che con le parole. I bambini imitano ciò che gli adulti di riferimento fanno. Per cui nella pratica quotidiana, sia da mamma che da insegnante e psicologa infantile uso sempre parole gentili nei confronti dei miei bambini. GraziePregoPer FavoreCe la puoi fare sono costantemente presenti nel mio linguaggio quotidiano.

UNA PAROLA GENTILE CHE USI SOVENTE CON I TUOI ALUNNI?

Per favore, perché ogni cosa va chiesta agli altri con gentilezza e mai pretesa.

COME Può LA GENTILEZZA AIUTARE BAMBINI E RAGAZZI A VIVERE LA SCUOLA Più SERENAMENTE?

Credo che un linguaggio gentile e pacato aiuti a costruire con i bambini un clima di reciproca fiducia e di serenità. I bambini hanno bisogno di sentirsi accolti, accettati, ascoltati, aiutati, liberi, anche di sbagliare.

QUANDO UN ALUNNO SBAGLIA COME LO CORREGGI?

Cerco di fargli capire quale sia stato il comportamento scorretto, ma ponendo l’attenzione sul comportamento che, invece, sarebbe stato giusto mettere in atto. Cerco di favorire un atteggiamento empatico spingendolo a riflettere su come si sarebbe sentito lui se fossero stati gli altri ad avere avuto quel comportamento scorretto nei suoi confronti. I bambini devono essere sereni anche nell’errore perché lo sbaglio e l’errore fanno parte di tutti, sia degli adulti che dei bambini. Ciò che conta è capire l’errore per poi fare sempre meglio e migliorare.  È necessario sviluppare l’empatia, ma anche  contenere, riconoscere le emozioni che stanno dietro ogni comportamento scorretto di ogni bambino (frustrazioni, aggressività, paure) per poi aiutarlo a trasformarle in emozioni positive.

COSA SIGNIFICA PER TE ESSERE COSTRUTTORE DI GENTILEZZA?

Significa seminare nei bambini delle buone abitudini che si porteranno in ogni momento della loro vita. È come se ogni comportamento gentile messo in atto fosse un piccolo seme che, se coltivato quotidianamente, può far nascere un giardino “gentile” fantastico dentro ogni bambino. Essere costruttori di gentilezza significa essere accoglienti, incoraggianti, stimolanti, positivi, allegri… e soprattutto sorridenti sempre! Per questo mi chiamano la maestra del sorriso…