Venturelli Elena

Località: Toscana
Ente: insegnante Primaria
Intervista conoscitiva

Da piccola chi è stato il tuo “insegnante” di gentilezza?

Il mio insegnante di gentilezza è stata la mia maestra, che ci ha consentito di prenderci cura con amore di animali e piante in classe.  

Come insegni agli alunni la gentilezza?

Mi ritengo una persona gentile e mi rivolgo ai miei alunni con il sorriso e utilizzando parole gentili come “grazie” “per favore” e “mi dispiace”. 

Una parola gentile che usi sovente con i tuoi alunni?

Mi piace molto ringraziare i miei alunni per il loro aiuto, per esempio quando svolgono i loro incarichi settimanali oppure quando supportano un compagno o una compagna in difficoltà. Un semplice grazie illumina il viso di chi lo dice e di chi lo riceve. 

Come può la gentilezza aiutare bambini e ragazzi a vivere la scuola più serenamente?

I bambini che sperimentano la gentilezza a scuola sono più sereni, imparano ad aiutarsi e a condividere idee e oggetti. A loro fa piacere quando un compagno li ringrazia per un’azione che hanno compiuto.

Quando un alunno sbaglia, come lo correggi con la gentilezza?

Innanzitutto ho abolito la penna rossa e utilizzo la penna verde molto più gentile o alcune faccine simpatiche. Li ringrazio comunque per l’impegno che ci hanno messo e dico loro che la volta successiva sarà sicuramente meno difficile. 

Cosa significa per te essere costruttore di gentilezza?

Essere costruttori di gentilezza vuol dire essere gentili con una parola, un sorriso, un gesto. Il costruttore di gentilezza pianta un seme di rivoluzione destinato a germogliare. La gentilezza riempie il cuore.