Costruiamo Gentilezza

Lo Cascio Claudia

Località: Sicilia / Messina
Intervista conoscitiva

Associata n° 43-2025

Questa intervista conoscitiva offre uno spunto di riflessione sul valore della gentilezza e sull’impegno quotidiano nel promuoverla, attraverso le parole di Claudia Lo Cascio, Pedagogista Specializzata in Neuro Pedagogia e Ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza. Claudia, che lavora come educatrice territoriale domiciliare e docente di sostegno, ci racconta come la gentilezza sia un valore fondamentale sia nella sua vita professionale che personale. Il suo impegno nel diffondere questo principio, partendo dalle piccole azioni quotidiane, rappresenta un esempio concreto di come si possa trasformare la società in modo positivo e accogliente.

 

Cosa significa per te essere un ambasciatore di Costruiamo Gentilezza?

Essere ambasciatore di Costruiamo Gentilezza significa per me incarnare e diffondere i valori di gentilezza, rispetto e inclusione nella mia vita quotidiana e professionale… (di fatto, è quello che cerco di fare in ogni momento della mia vita). È un impegno attivo nel promuovere un cambiamento culturale, partendo dalle piccole azioni di ogni giorno, per costruire una società più umana e accogliente.

Come promuoverai Costruiamo Gentilezza nel tuo territorio?

In quanto pedagogista, agirò su più fronti per promuovere Costruiamo Gentilezza nel mio territorio:

  • Sensibilizzazione: Potrei organizzare incontri, laboratori e attività per bambini, adulti e famiglie, per far conoscere il progetto e i suoi obiettivi.
  • Educazione: Utilizzerò strumenti didattici e metodologie attive per educare alla gentilezza nelle scuole, nei centri diurni e in altri contesti educativi.
  • Collaborazione: Creerò una rete con altre associazioni, istituzioni e professionisti del territorio per sviluppare progetti sinergici e amplificare l’impatto di Costruiamo Gentilezza.
  • Esempio: Mi impegnerò a essere un modello di gentilezza nelle mie relazioni personali e professionali, perché la coerenza è il primo passo per educare gli altri.

Una regola di gentilezza che è importante conoscere?

Una regola fondamentale, spesso dimenticata, è l’ascolto attivo. Ascoltare con attenzione e senza giudizio ciò che l’altro ha da dire è un atto di profonda gentilezza, che crea connessione e fiducia. Un’altra regola imprescindibile è L’ESSEMPIO: se noi siamo gentili con il prossimo, diventeremo il modello da seguire per riflesso, poiché si propone all’imitazione e si offre come un esempio.

Cosa significa essere associata a Cor et Amor?

Essere associata a Cor et Amor significa far parte di una comunità di persone che condividono gli stessi ideali di gentilezza e impegno sociale. È un’opportunità per crescere, confrontarsi e collaborare con altri ambasciatori di Costruiamo Gentilezza, per raggiungere obiettivi comuni.

Come è comparsa la gentilezza nella tua vita?

La gentilezza è sempre stata presente nella mia vita, grazie all’educazione ricevuta in famiglia e agli incontri con persone significative che mi hanno trasmesso questo valore. Tuttavia, è diventata una scelta consapevole e un impegno attivo nel momento in cui ho capito il potere trasformativo della gentilezza nella società. Anche la scelta dei miei studi accademici e magistrali ha contribuito a fornirmi altri strumenti per comprendere al meglio alcuni valori e significati importanti, creando maggiore connessione, empatia e percezione di valori apicali come la gentilezza.

Chi rappresenta per te un buon esempio di gentilezza?

Un buon esempio di gentilezza per me è la figura di mia nonna. Era una persona umile, sempre disponibile ad aiutare gli altri, con un sorriso e una parola di conforto per tutti. La sua gentilezza era autentica e disinteressata, un vero esempio da seguire. Il suo animo era nobile, riusciva ad illuminare anche i momenti più bui. I suoi occhi erano colmi di stelle. La sua gentilezza colorava i suoi passi e i suoi gesti. Ad oggi, la mia nonnina è l’esempio del cuore gentile.

Una citazione sulla gentilezza che ricordi volentieri?

“La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere.” (Mark Twain)