Costruiamo Gentilezza

Tedeschi Maria

Località: Campania / Castellammare di Stabia
Intervista conoscitiva

ASSOCIATA N° 25 – 2025

Di cosa ti occupi?
Mi chiamo Maria Tedeschi nella vita sono un’insegnante di lingua e cultura inglese e autrice di romanzi.
Una proposta per costruire gentilezza che proponi come socio di Cor et Amor?
Mi propongo di divulgare attraverso la scrittura l’importanza delle buone pratiche, dalla donazione degli organi a quella di sangue.
Di condividere e diffondere le esperienze gentili nel mondo attraverso l’utilizzo delle lingue straniere.
Cosa significa per te essere un ambasciatore di Costruiamo Gentilezza?
Significa vivere la mia vita avendo sempre cura di tutto ciò che mi circonda. Significa adottare uno stile di vita gentile che si estrinsechi nella vita di tutti i giorni attraverso il ruolo che occupo nella società, rifiutando e condannando ogni forma di «mediocrazia» o atteggiamento di indifferenza e impassibilità verso chi ha bisogno e davanti alle ingiustizie.
Come promuoverai Costruiamo Gentilezza sul tuo territorio?
Continuerò a farlo attraverso la stipula di patti con varie associazioni, la diffusione e la partecipazione costante a eventi pubblici testimoniando l’esperienza comune.
Una regola di gentilezza che è importante conoscere?
Imparare a smussare i nostri angoli attraverso la gentilezza perché se gli angoli li usiamo per ferire, ci si fa solo male.
Cosa significa essere associata a Cor et Amor?
Significa sentire la responsabilità sociale , l’impegno verso la comunità di appartenenza, adottare la gentilezza, l’ altruismo e la correttezza nel modo di essere.
Come è comparsa la gentilezza nella tua vita?
Ad un certo punto della mia vita mi sono sentita stanca di quel mondo contemporaneo che mette a tacere chi parla piano e si esprime in modo articolato, chi è educato e vede chi è gentile noioso, fragile, vecchio, fuori moda. Ho capito invece che è proprio il contrario. È proprio la gentilezza a renderci più belli forti e ribelli nella maniera giusta. Essere gentili non è un atteggiamento apparente ma uno stile di vita che parte dalla nostra interiorità e che si estrinseca nella vita di tutti i giorni. Significa vivere la propria vita avendo cura di tutto ciò che ci circonda trasformandosi in individui gentili e  “socialmente responsabili”.
Chi rappresenta per te un buon esempio di gentilezza?
Il Beato Carlo Acutis. Ama il mare, i viaggi, le conversazioni, fa amicizia con i domestici di casa, è aperto a tutti e a tutti rivolge saluto e parola. Ha un temperamento solare, senza alcuna difficoltà a parlare con i nobili o con i mendicanti che incontra per strada. Nessuno è mai escluso dal suo cuore davvero buono. Affronta la malattia con coraggio, con la fede e con il sorriso.
Una citazione sulla gentilezza che ricordi volentieri?
“Voglio svelarti un segreto, un grande segreto che ti aiuterà ad affrontare le prove quando la vita vorrà sottoporti: devi essere gentile e avere coraggio!” HAYLEY ATWELL
Perché hai scelto di rinnovare l’iscrizione all’Associazione Cor et Amor per l’anno 2024?
Perché è un progetto in cui credo, rivolto all’essere nel vero senso della parola e non a una fiera” dell’apparire”. In un mondo di pura materialità fatto di immagini, di puro arrivismo, questo progetto basato sulla gentilezza e non la speculazione di essa, si sottrae alla superficialità per “essere” davvero ed empatizzare attraverso le pratiche gentili.
Cosa ha significato per te essere ambasciatore di Costruiamo Gentilezza nel 2023?
Un grande senso di responsabilità. Rappresentare la “gentilezza” nella propria vita significa viverla sempre a 360 gradi. Non è sempre semplice davanti ai soprusi, alla cattiveria gratuita e alle prevaricazioni. In questo anno per varie circostanze ho dovuto esercitare tutta la mia resilienza gentile, ma ci sono stati tanti bellissimi cambiamenti e ora sono molto felice e soprattutto serena.
Quale argomento (es. ambiente, inclusione, altro…) filo conduttore per l’anno 2024 proponi di trattare con il progetto nazionale Costruiamo Gentilezza?
Sicuramente l’inclusione, ci si salva insieme e mai da soli..poi l’empatia, la scoperta di persone gentili, costruttori di gentilezza in vari ambiti che possano fare da ricarica a me e chi li circonda ed essere un faro nelle notti buie che purtroppo arrivano per tutti.

Come influisce la gentilezza nel tuo quotidiano?

In un mondo che spinge alla competizione, all’ egoismo, all’apparenza  e alla disumanizzazione, la gentilezza è un atto di resistenza, un toccasana, che può fare la differenza.

Quali sono i motivi che ti hanno spinto a rinnovare la tua iscrizione a Cor et Amor come Ambasciatore di Costruiamo Gentilezza?

Semplicemente poiché credo nel potere della gentilezza e nel lavoro genuino e sincero del direttivo di Cor et Amor a cui cerco di allinearmi a partire dal mio quotidiano.

Cosa consiglieresti ai nuovi Ambasciatori?

Di prendersi cura in primis della realtà che li circonda: non essere più spettatori, ma artefici concreti.

Come percepisci l’evoluzione del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza e quale ruolo pensi che possa svolgere nella società di oggi?

Un’ evoluzione positiva che sta procedendo a macchia d’ olio con il suo difficile ruolo di lenire  tante ferite, di curare il cuore duro per renderlo recettivo verso l’altro.

Qual è la proposta più interessante che hai visto emergere dal progetto e che pensi possa essere sviluppata ulteriormente?

Il lavoro sulle giovani generazioni che naturalmente sono il futuro del Mondo. I giovani hanno un cuore buono  ma sono spesso  distratti e fragili con pochi modelli di riferimento adeguati.

In che modo il tuo impegno come Ambasciatore ha contribuito a diffondere il messaggio di gentilezza nel tuo contesto locale e online?

Anche in contesti ostili (sia locali che on line), pur avendone la possibilità (anche attraverso dossier concreti) per redimerli , ho sempre dosato con cura  le  parole e il mio comportamento per non mortificare a mia volta, chi lo aveva  fatto o lo fa di abitudine. Come dice Papa Francesco: “viviamo in un tempo spietato, basta una semplice tastiera per insultare ” e io aggiungerei per screditare falsamente e uccidere l’altro. Credo che proprio questo debba essere impedito da noi ambasciatori di gentilezza. Le parole non devono   ferire, ma  esprimere  idee, diversità di pareri o punti di vista. Le parole sono semi che moltiplicano il bene o il male. I veri” costruttori di gentilezza” hanno parole di pace, mai offensive. Credo però, ancora di più, nel valore dell’esempio. Non si può essere superficie patinata, vuota e pretendere di essere credibile o  di cambiare gli altri: bisogna ” essere davvero”. Sono partita dal contesto in cui vivevo e lavoravo. Talvolta ho trovato un terreno fertile e ricettivo, talvolta arroganza, falsità, egoismo sfrenato, cattiveria, occhi ciechi e orecchie sorde. Non mi sono mai scoraggiata, dopo tanti inutili tentativi, sono andata oltre. Non bisogna avere paura. La gentilezza offre all’ altro una possibilità, ma personalmente e questo è solo il mio punto di vista, credo che sia sbagliato insistere ad oltranza, invece bisogna :” Scuotere  la polvere dai piedi e andarsene”( Vangelo Lc 9, 1-6) senza perdere tempo.  Non è solo un gesto profetico, ma una necessità per non farsi appesantire dai rifiuti, dalle zavorre, confidando sempre nella grazia di Dio e nel potere della gentilezza che attecchirà sicuramente nei terreni fertili che ti stanno aspettando.

Cosa ti ha colpito di più nell’esperienza di essere parte di Costruiamo Gentilezza, e come pensi che il progetto possa crescere in futuro?

Il grande coinvolgimento e la presenza di tante belle persone che sono i costruttori di gentilezza, esempi silenziosi, gemme preziose, fari che ti aiutano, ti ricaricano e ti spingono a non mollare. Penso a Luca Nardi ad esempio.

Qual è il valore che trovi più rilevante nella rete di ambasciatori e come pensi che unire le forze possa rafforzare il progetto a livello nazionale?

L’onestà, la disponibilità, la mitezza di cuore e l’esempio di vita: sia nella vita di tutti i giorni che nel mondo virtuale.