Costruiamo Gentilezza

Barberis Antonella

Località: Piemonte
Ente: Fondazione CIGNO - Ovada (Al)
Intervista conoscitiva

In quale associazione opera come volontario?

Opero come volontario presso la Fondazione CIGNO di Ovada (AL).

Quali sono gli obiettivi specifici che l’associazione si propone di raggiungere?

CIGNO è diventata Fondazione il 5 novembre 2024, evolvendo da un progetto di riabilitazione oncologica. I risultati preliminari ottenuti erano così significativi da rendere necessario un assetto più strutturato, capace di collaborare con istituzioni come ASL, Regione e Rete Oncologica. L’acronimo CIGNO significa Come Immaginare la Gestione di una Nuova Oncologia e la Fondazione si definisce una SPA – Solo Per Amore. Il motto della Fondazione è “La qualità della vita come valore etico ed economico”.

La struttura della Fondazione si fonda su tre pilastri principali: formazione, assistenza e ricerca organizzativa, con sperimentazione di modelli gestionali innovativi. La formazione è uno degli elementi fondativi: immaginare una “nuova oncologia” significa adottare la cultura della presa in carico globale del malato e della sua famiglia, in linea con i valori della Rete Oncologica Piemonte–Valle d’Aosta. CIGNO è Provider ECM e offre formazione indipendente e gratuita per gli operatori sanitari, senza sponsor collegati all’industria farmaceutica.

Accanto alla formazione sanitaria, la Fondazione ha instaurato una collaborazione stabile con le scuole, grazie a un gruppo di maestre volontarie, le Kind Swans, soprattutto dopo il periodo post-Covid. Con le scuole si affrontano i temi della prevenzione primaria e degli stili di vita, anche attraverso il progetto regionale MUOVINSIEME, che nell’anno scolastico 2023/24 ha coinvolto 300 bambini durante il girotondo finale in Villa Gabrieli.

Oltre alla prevenzione primaria e secondaria, CIGNO si occupa anche di prevenzione terziaria, cioè riabilitazione. A questo scopo la Fondazione ha “adottato” il Parco di Villa Gabrieli, dove sta realizzando un Giardino Terapeutico. La prevenzione terziaria comprende anche la prevenzione psicosociale, verso cui CIGNO è fortemente orientata, offrendo formazione gratuita agli psiconcologi della Rete Oncologica e collaborando con il Consorzio dei Servizi Sociali per progetti di inclusione sociale, borse lavoro e riqualificazione professionale, in collaborazione con la Fondazione Casa di Carità. Il denominatore comune che guida tutte le attività è il comportamento gentile, considerato essenziale per rendere efficace e piacevole ogni azione.

In quali ambiti opera principalmente?

La Fondazione opera in ambito sanitario, educativo, sociale e culturale. Il sottogruppo Kind Swans, di cui faccio parte, collabora con le scuole dell’Ovadese per promuovere i valori fondamentali dell’essere umano e lo sviluppo delle competenze necessarie per diventare buoni cittadini del mondo. La gentilezza è centrale e comprende generosità, rispetto per gli altri e per la natura, amore verso i più fragili e cura per il bello.

Quali sono le principali attività e progetti che l’associazione svolge?

La Fondazione svolge numerose attività legate alla prevenzione oncologica, alla riabilitazione, alla formazione e alla promozione culturale, sociale ed educativa. Il nostro sottogruppo si occupa in particolare dei progetti dedicati alla gentilezza nelle scuole, con l’obiettivo di coltivare fin da piccoli questo valore prezioso.

Tra le iniziative più significative vi sono le attività teatrali realizzate dagli studenti del Liceo S. Caterina Madri Pie con lo spettacolo “L’albero gentile”, l’invio alle scuole di storie in cui gli alberi richiedono un gesto gentile, con la partecipazione dei bambini che dipingono di viola l’impronta della propria mano come carezza, e la storia “La sequoia ammalata ha bisogno di amore”, durante la quale i bambini portano un fiore viola e pronunciano parole gentili in inglese, contribuendo simbolicamente alla guarigione dell’albero.

Durante la festa dei nonni viene organizzata una caccia al tesoro delle parole gentili e viene inaugurato un percorso motorio con panchina e compendio viola. In collaborazione con l’ASL AL viene proposto il progetto “MUOVINSIEME” contro la sedentarietà precoce, con uscite giornaliere di venti minuti per ogni classe. Il progetto si conclude con una passeggiata collettiva che coinvolge cinquecento bambini, genitori, insegnanti e volontari, tutti muniti di t-shirt viola con una parola gentile scelta da ciascun bambino. È in corso anche la realizzazione di un libro con le interviste a persone tra i novanta e i cento anni, condotte dai ragazzi del Liceo Informatico “Barletti” di Ovada, secondo i principi della psicomedicina territoriale, dove la gentilezza è l’elemento chiave per entrare in empatia e valorizzare il ponte generazionale.

Come applica la gentilezza nella sua attività di volontariato?

La gentilezza si manifesta in ogni dettaglio: nel tono di voce, nelle maniere, nel rispetto del pensiero altrui anche quando si esprime un disaccordo, e nelle azioni di bontà spontanee. È un modo di essere prima ancora che un comportamento.

Qual è una parola gentile che utilizza frequentemente?

La parola che uso più spesso è “grazie”.

Perché, secondo lei, la gentilezza è importante nell’attività di volontariato?

La gentilezza implica empatia, ovvero la capacità di comprendere le difficoltà dell’altro e, quando possibile, anticiparne i bisogni con discrezione. Nel volontariato è essenziale saper riconoscere e rispettare la fragilità altrui, che si tratti di un malato, di un bambino o di un adulto in difficoltà.

Cosa significa per lei essere un Volontario per la Gentilezza?

Essere un Volontario per la Gentilezza significa nutrire e diffondere un valore che considero contagioso. La gentilezza genera benessere, crea un clima più sereno e ha ricadute positive anche sul nostro equilibrio psicofisico.