Costruiamo Gentilezza

“Io sono la Protezione Civile”: gentilezza e cittadinanza attiva al centro del campo estivo a Parete

Parete (CE) – Un’estate all’insegna dell’impegno, della crescita e della gentilezza. Si è svolto nel Comune di Parete, in provincia di Caserta, il campo estivo “Io sono la Protezione Civile”, un’iniziativa rivolta a ragazze e ragazzi desiderosi di scoprire il valore della cittadinanza attiva attraverso esperienze concrete e significative.

A raccontare l’esperienza è Stefania Fiengo, sociologa, imprenditrice della gentilezza e promotrice del laboratorio sulle “buone pratiche gentili”, inserito nel programma del campo. «La partecipazione è stata non solo formativa, ma anche coinvolgente ed entusiasmante – spiega –. Ventidue giovani hanno preso parte per un’intera settimana a laboratori e simulazioni, supportati dalla Protezione Civile e da una rete di volontari, tra cui vigili del fuoco, guardie ambientali e Guardia di Finanza».

Durante il campo, i ragazzi hanno allestito un vero e proprio campo di emergenza, imparando tecniche di base e confrontandosi con esperti, tra cui psicologi e operatori del settore. Ma non solo. Uno degli aspetti più innovativi e significativi è stato il lavoro dedicato alla gentilezza, intesa come competenza sociale, strumento di relazione e modello di comportamento.

«Abbiamo scelto di limitare l’uso degli smartphone al minimo indispensabile – racconta Stefania – per lasciare spazio alla noia creativa. Alla fine, non si sono annoiati, ma si sono reinventati: hanno giocato a dama e scacchi, decorato pedane di recupero con messaggi gentili e riscoperto il piacere del tempo condiviso».

I messaggi di gentilezza, dipinti e scritti sulle pedane, sono il simbolo di un nuovo modo di vivere la socialità: autentico, attento e rispettoso. «La gentilezza è diventata la nuova moda 2025 – prosegue – non più motivo di imbarazzo o debolezza, ma una scelta intelligente di vita e di saper fare. Un messaggio potente per le nuove generazioni, che spesso faticano a trovare spazi dove sperimentare la bellezza dell’essere umani prima che digitali».

Questa esperienza, oltre a lasciare un segno nei partecipanti, vuole essere un punto di partenza. «Ho promesso ai ragazzi che avrei divulgato il loro impegno – conclude – perché questo è solo l’inizio di un percorso che continuerà. In un territorio complesso, la gentilezza, unita alla partecipazione attiva, è davvero ciò che serve».

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