Costruiamo Gentilezza

A Torano la gentilezza diventa un cerchio: una serata di meraviglia, partecipazione e futuro

Sapete cos’è la magia? È ciò che genera meraviglia inaspettatamente. Ed è proprio un po’ di magia ciò che è accaduto lo scorso 5 agosto a Torano, durante la serata del Festival Torano Notte e Giorno dedicata alla gentilezza. La magia, quella vera, nasce dall’incontro, dalla creatività, dalla partecipazione e dalla voglia di costruire insieme qualcosa di bello. A Torano, tutto questo ha preso forma in un’esperienza capace di raccontare concretamente lo spirito di Costruiamo Gentilezza.

Già nel secondo pomeriggio il borgo aveva vissuto un primo assaggio di gentilezza, quando un grande masso scenografico è stato trasformato in un murales gentile grazie alla coinvolgente creatività del direttore artistico Nello Collaro. Sul masso sono comparsi alcuni pezzi di un grande puzzle, realizzati e colorati insieme a cittadini e artisti. Alcuni tasselli sono stati volutamente lasciati liberi, a disposizione di chi, nei giorni successivi, avrebbe voluto condividere la propria arte. Il risultato è stato fantastico: un’opera d’arte partecipata, proprio come lo sono i murales gentili, dove ogni persona può lasciare un segno e contribuire alla costruzione di qualcosa che appartiene a tutti.

Dopo il murales e dopo cena, la squadra di Costruiamo Gentilezza si è ritrovata nella piazzetta del borgo, uno spazio curato e molto accogliente. Inizialmente le sedie erano state disposte come per una conferenza: cinque posti destinati agli ospiti che avrebbero preso la parola e, di fronte, quelle per il pubblico. Ma gli Ambasciatori di Costruiamo Gentilezza e i Costruttori di Gentilezza presenti erano più di cinque. E allora è nata una domanda semplice, ma profondamente significativa: come coinvolgere tutti e dare a ciascuno la stessa importanza? La soluzione è arrivata quasi naturalmente, da un’intuizione condivisa da Germana Delle Canne e Luca Nardi, entrambi Ambasciatori di Costruiamo Gentilezza: le sedie sono state disposte formando un cerchio. Non più una platea con qualcuno davanti e qualcun altro ad ascoltare, ma uno spazio in cui tutti potessero guardarsi negli occhi e avere la stessa possibilità di condividere la propria esperienza. Nel cerchio hanno preso posto gli abitanti del borgo, i Costruttori di Gentilezza e gli Ambasciatori di Costruiamo Gentilezza. Un gesto semplice, ma potentissimo: la disposizione delle sedie è diventata essa stessa una pratica di gentilezza.

Erano presenti, come Ambasciatori di Costruiamo Gentilezza, Germana Delle Canne, Anna Vitiello, Clara Fusco, Monica Rindi e Luca Nardi, mentre tra i Costruttori di Gentilezza erano presenti la dirigente scolastica e insegnante per la gentilezza Rossana Condello, l’insegnante per la gentilezza Alessandra Pellegrini, i maestri d’arte Nello Collaro e Giovanni Boccia e l’assessore alla gentilezza di Volterra Vania Baconcini. Nel cerchio ognuno ha potuto raccontare la propria esperienza all’interno del progetto Costruiamo Gentilezza, ascoltando quella degli altri. A tutti è stato dato un tempo equo per parlare, senza che fosse necessario cronometrarlo. Perché quando ci si ascolta davvero, il tempo può diventare uno spazio di rispetto. Il cerchio ha così rappresentato concretamente uno dei principi più importanti del progetto: la gentilezza è partecipazione, inclusione e riconoscimento del valore di ogni persona.

Nel corso della serata l’Associazione ha consegnato una speciale attestazione con il titolo di Costruttore di Gentilezza alla direttrice artistica Emma Castè e, simbolicamente, a tutta la cittadinanza del Borgo degli Artisti. Un riconoscimento che va oltre le singole persone e che vuole valorizzare una comunità capace di aprirsi alla partecipazione, all’arte e alla costruzione condivisa di relazioni positive. Perché la gentilezza, proprio come un’opera d’arte partecipata, non è qualcosa che si osserva soltanto: si costruisce insieme.

Ma ciò che è accaduto a Torano non è destinato a rimanere un episodio isolato. Quella sera può essere considerata una scintilla, capace di alimentare un movimento regionale e nazionale. Da questo borgo apuano si è levato infatti un appello appassionato rivolto ai 273 Sindaci della Toscana e a tutte le comunità locali. Il percorso è tracciato e l’energia è travolgente. Tra gli obiettivi indicati c’è il sostegno a Pisa e alla sua provincia, che si preparano con orgoglio ad accogliere il titolo di Capitale Nazionale della Gentilezza 2027. E c’è una sfida ancora più ambiziosa: il 21 marzo 2036, data obiettivo entro cui la gentilezza dovrebbe trasformarsi da gesto straordinario in abitudine sociale quotidiana e consolidata, nelle scuole, nei negozi, nelle istituzioni e nelle comunità.

Richiamando la lezione visionaria di Adriano Olivetti, l’invito rivolto ad amministratori e cittadini è quello di trasformare la gentilezza in azioni concrete: dall’istituzione dell’Assessorato alla Gentilezza alle panchine viola, dalla cultura del dono alle reti commerciali di vicinato. Sono tante le pratiche attraverso cui la gentilezza può diventare parte integrante della vita quotidiana. Non soltanto un valore da proclamare, ma una scelta da praticare; non soltanto una parola, ma un modo diverso di vivere le comunità.

A chiudere il proprio intervento, Luca Nardi, coordinatore del progetto Costruiamo Gentilezza, ha posto l’accento sull’autenticità delle persone che partecipano alla sua attuazione. Ed è forse questa la vera magia di Torano: non un evento costruito semplicemente per parlare di gentilezza, ma una comunità che, per una sera, ha scelto di praticarla concretamente. Nel murales, dove ogni tassello ha trovato il proprio posto; nel cerchio, dove ogni voce ha avuto la stessa dignità; nell’ascolto, nella condivisione e nell’arte. Perché la gentilezza è proprio questo: creare spazi in cui nessuno resti fuori e in cui ogni persona possa contribuire a rendere più bello il mondo che abitiamo. E a Torano, quella sera, un piccolo borgo ha dimostrato ancora una volta che quando la gentilezza diventa partecipazione, la meraviglia può davvero accadere.