Quando la gentilezza mette radici: da Messina a Oliveri, due storie che fanno bene alla comunità
L’arte che si prende cura, la politica che diventa servizio, il territorio che si racconta attraverso i suoi buoni esempi. È questa la trama di un incontro speciale che, nei giorni scorsi, ha visto protagonista Katia Gussio, insegnante della scuola dell’infanzia di Messina e Ambasciatrice del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza.
Nel suo ruolo, Katia ha scelto di andare alla ricerca di quelle persone che, attraverso il proprio impegno quotidiano, contribuiscono concretamente a costruire comunità più attente, inclusive e rispettose. Persone che, con gesti e scelte differenti, dimostrano che la gentilezza non è soltanto una parola, ma un modo di agire e di prendersi cura degli altri e dei luoghi che abitiamo.
La sua missione è anche quella di raccontare e valorizzare le buone pratiche, mettendole in rete affinché possano diventare esempio e ispirazione per altre comunità.
È così che sono nati due incontri significativi: il riconoscimento a Lelio Bonaccorso, fumettista messinese che ha trasformato la sua arte in uno strumento di sensibilizzazione e impegno sociale, e quello a Francesco Iarrera, sindaco di Oliveri, per il suo impegno nella cura della comunità e del territorio.
Due persone diverse, due percorsi differenti, un unico filo conduttore: mettere ciò che si sa fare al servizio del bene comune.
Lelio Bonaccorso, quando l’arte diventa un gesto di gentilezza
A Lelio Bonaccorso è stato conferito il Premio “Costruiamo Gentilezza nell’Arte”, un riconoscimento speciale dedicato a chi protegge e valorizza la propria terra dimostrando che l’arte può essere una delle forme più alte di cura.
Il premio, promosso dall’associazione COR et AMOR di Ivrea, gli è stato consegnato da Katia Gussio, referente siciliana del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza, come testimonianza del valore di un percorso artistico capace di trasformarsi in conoscenza, sensibilizzazione e crescita sociale.
Per l’occasione, Loredana Tuccio, Ambasciatrice di Roma, ha donato a Bonaccorso una piantina, realizzata come simbolo del seme della gentilezza che, se coltivato con cura, può trasformarsi in fiori meravigliosi.
Ad accompagnarla, una dedica che racchiude perfettamente il significato dell’incontro:
«L’arte dipinge la bellezza del mondo, ma è la gentilezza che ne colora l’anima».
Nato a Messina, Lelio Bonaccorso ha raggiunto una notorietà internazionale collaborando anche con importanti realtà dell’editoria mondiale, tra cui Marvel e DC. Nonostante questo, ha scelto di tornare a vivere nella sua città natale, mantenendo con Messina un legame profondo e identitario.
La sua città non è soltanto il luogo da cui è partito: è diventata parte integrante del suo racconto e del suo impegno.
Una matita al servizio della comunità
Nel percorso artistico di Bonaccorso, il fumetto diventa uno strumento per affrontare temi complessi e delicati: la mafia, le migrazioni, la Shoah, le guerre, le discriminazioni e la tutela delle persone più vulnerabili.
Opere come Peppino Impastato, un giullare contro la mafia, Jan Karski, La mafia spiegata ai bambini, L’immigrazione spiegata ai bambini e Salvezza raccontano una scelta precisa: utilizzare il linguaggio dell’arte per portare conoscenza, stimolare consapevolezza e dare voce a temi che riguardano la società e le persone.
Particolarmente significativo è il suo rapporto con bambini e ragazzi. Attraverso il fumetto, Bonaccorso riesce a rendere comprensibili anche argomenti difficili, trasformando la divulgazione in un vero percorso educativo.
È proprio qui che il suo lavoro incontra i valori di Costruiamo Gentilezza: nella convinzione che una comunità più consapevole possa nascere anche dalla capacità di offrire ai più giovani strumenti per comprendere il mondo, riconoscere le fragilità e sviluppare rispetto verso gli altri.
Per questo il riconoscimento lo indica come “artista per la gentilezza”: perché il suo talento diventa un ponte tra le persone e uno strumento al servizio del bene comune.
Francesco Iarrera, la gentilezza che si mette al servizio della comunità
Il secondo incontro ha portato Katia Gussio a Oliveri, dove ha consegnato al sindaco Francesco Iarrera l’Attestato di Gratitudine e il titolo di “Costruttore di Gentilezza”, riconoscendo il suo impegno per la comunità.
Anche in questa occasione Loredana Tuccio ha voluto lasciare un simbolo: una piantina realizzata con materiale di riciclo, scelta per rappresentare la cura, la sensibilità verso l’ambiente e l’idea di una gentilezza che, proprio come un seme, ha bisogno di essere coltivata per crescere.
Il riconoscimento sottolinea un modo di intendere il ruolo amministrativo attraverso la vicinanza alle persone, la cura del territorio, l’attenzione all’ambiente e il coinvolgimento della comunità, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
La “leadership gentile” parte dall’esempio
Nella motivazione dell’Attestato di Gratitudine viene riconosciuta a Iarrera una “leadership gentile”, intesa come capacità di guidare la comunità attraverso l’esempio, l’attenzione al territorio e la promozione della collaborazione tra cittadini.
Il suo percorso amministrativo è stato caratterizzato da una presenza diretta sul territorio. Un modo di vivere il ruolo pubblico che lo ha portato spesso a occuparsi personalmente della cura degli spazi comuni, del verde e del decoro urbano, mantenendo un rapporto quotidiano con i cittadini.
Dal 2019 alla guida del Comune di Oliveri e riconfermato alle elezioni comunali del giugno 2024, Iarrera ha legato la propria esperienza amministrativa anche a iniziative dedicate alla mobilità sostenibile, alla cura del territorio e alla valorizzazione turistica e culturale della comunità.
Al di là dei singoli progetti, il riconoscimento vuole mettere in evidenza soprattutto un principio: la gentilezza può diventare un modo concreto di amministrare e di vivere la responsabilità verso la propria comunità.
Due storie, un solo seme
Lelio Bonaccorso e Francesco Iarrera rappresentano due modi diversi di essere Costruttori di Gentilezza.
Uno attraverso la matita, le immagini e le storie.
L’altro attraverso il servizio alla comunità, la cura degli spazi pubblici e la partecipazione.
Due percorsi che si incontrano in un’idea semplice ma potente: il bene comune cresce quando ciascuno mette a disposizione degli altri ciò che sa fare.
E proprio le piantine donate durante gli incontri sembrano raccontare questa stessa idea. Un piccolo gesto, un seme da coltivare, la promessa di qualcosa che può crescere e diventare più grande.
È questo, in fondo, il senso della rete di Costruiamo Gentilezza: riconoscere i semi già presenti nei territori, raccontarli, valorizzarli e farli conoscere affinché possano essere piantati altrove.
Grazie, Katia!
Con questi due incontri, Katia Gussio ha contribuito ancora una volta a far conoscere alla rete nazionale di Costruiamo Gentilezza due belle realtà del territorio siciliano, dimostrando quanto sia importante avere persone capaci di guardare, riconoscere e raccontare il bene che già esiste nelle nostre comunità.
La sua azione di Ambasciatrice diventa così un ponte: tra persone, territori, generazioni e buone pratiche.
Perché la gentilezza, quando viene riconosciuta, si moltiplica.
E quando trova qualcuno disposto a raccontarla, può viaggiare molto più lontano.
Bravissima Katia, e grazie a Lelio Bonaccorso e Francesco Iarrera per aver scelto, ciascuno attraverso il proprio percorso, di coltivare ogni giorno il seme della gentilezza.










