Costruiamo Gentilezza

La gentilezza entra nelle scuole della Toscana: il messaggio del direttore Tagliaferri ai nuovi dirigenti

Luciano Tagliaferri, Direttore Scolastico Regionale della Toscana e primo dirigente scolastico in Italia riconosciuto come “Messaggero della Gentilezza”, fa della gentilezza uno dei tratti distintivi del proprio mandato. Un impegno che guarda già al prossimo anno scolastico e al 2027, quando Pisa e la sua provincia saranno Capitale Nazionale di “Costruiamo Gentilezza”.

La gentilezza come valore educativo, come stile di leadership e, soprattutto, come strumento per costruire comunità scolastiche più attente, inclusive e partecipate. È questa la direzione che Luciano Tagliaferri, Direttore Scolastico Regionale della Toscana, sta imprimendo al proprio mandato fin dal suo insediamento.

Tagliaferri è il primo Direttore Scolastico Regionale in Italia ad essere riconosciuto “Messaggero della Gentilezza”, un ruolo che ha scelto di interpretare concretamente, portando il tema della gentilezza all’interno delle istituzioni scolastiche e invitando dirigenti, docenti e studenti a farne una vera e propria pratica quotidiana.

Un messaggio ribadito con forza lo scorso 26 agosto, in occasione dell’insediamento di 20 nuovi dirigenti scolastici della Toscana. Durante l’incontro, il professor Tagliaferri li ha simbolicamente riconosciuti come “gentili”, invitandoli a caratterizzare il proprio operato proprio attraverso la gentilezza, intesa non come semplice atteggiamento personale, ma come modalità con cui guidare le comunità scolastiche.

Un invito, dunque, a mettere al centro delle scelte educative le relazioni, l’ascolto, il rispetto e la capacità di prendersi cura degli altri.

A Torino per ascoltare i bambini

Il percorso proseguirà il prossimo 9 settembre, quando il professor Tagliaferri sarà a Torino, presso il Grattacielo Piemonte, per partecipare alla cerimonia conclusiva del primo anno della Rete Regionale Pilota del Piemonte dei Consigli Comunali dei Piccoli.

Sarà un’occasione particolarmente significativa perché al centro dell’iniziativa ci saranno proprio i bambini, chiamati a raccontare le esperienze maturate durante l’anno nella realizzazione di pratiche gentili a favore delle proprie comunità di riferimento.

Tagliaferri parteciperà all’appuntamento anche in vista di un’importante prospettiva per la Toscana: nel 2027 Pisa e la sua provincia saranno la Capitale Nazionale di “Costruiamo Gentilezza” e, per la prima volta, l’ente capofila dell’iniziativa sarà una scuola, l’Istituto Comprensivo Vincenzo Galilei.

Una scelta che rappresenta un segnale forte: la scuola non soltanto come luogo in cui educare alla gentilezza, ma come vera protagonista nella costruzione di comunità più partecipative e attente al bene comune.

L’obiettivo: Consigli Comunali dei Piccoli anche in Toscana

Proprio in questa prospettiva nasce l’auspicio che, durante l’anno scolastico 2026-2027, anche le scuole dell’infanzia e i Comuni della Toscana possano sperimentare e promuovere i Consigli Comunali dei Piccoli nei propri territori.

L’obiettivo è dare spazio alla voce dei bambini e riconoscere loro un ruolo attivo nella vita delle comunità.

E c’è un motivo particolare per rivolgere questa attenzione anche ai più piccoli. I bambini della scuola dell’infanzia, infatti, osservano il territorio e le relazioni sociali attraverso un punto di vista ancora diverso rispetto ai bambini più grandi. Uno sguardo spontaneo, diretto, spesso capace di cogliere aspetti della comunità che gli adulti rischiano di non vedere.

Ascoltarli significa quindi non soltanto educarli alla cittadinanza, ma anche permettere agli adulti di guardare le proprie comunità con occhi nuovi.

La gentilezza, in questo senso, diventa una pratica concreta di partecipazione: ascoltare, accogliere, condividere e prendersi cura. E la scuola può essere il luogo privilegiato da cui partire per trasformare questi valori in azioni quotidiane.

Il percorso promosso da Tagliaferri guarda dunque già oltre il semplice riconoscimento simbolico della gentilezza. L’ambizione è quella di farne un elemento caratterizzante della cultura scolastica toscana, coinvolgendo dirigenti, insegnanti, bambini, famiglie e amministrazioni locali.

Perché una comunità che impara ad ascoltare i propri bambini è, prima di tutto, una comunità che sceglie di costruire il proprio futuro con maggiore attenzione, partecipazione e gentilezza.