Costruiamo Gentilezza

La gentilezza che costruisce ponti: quando le storie diventano occasione di rinascita

A San Severo la gentilezza si è trasformata in ascolto, dialogo e speranza. È questo il cuore del progetto “Un libro non si giudica dalla copertina: la Biblioteca Vivente”, promosso dall’associazione Gentilezza è Cultura, presieduta dall’Ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza Dott.ssa Arcangela De Vivo, con un’idea progettuale di Antonio Stornelli.

Nelle aule dell’ITES “Fraccacreta” di San Severo, gli studenti hanno vissuto un’esperienza intensa e profondamente educativa: non hanno semplicemente ascoltato delle storie, ma hanno conosciuto persone attraverso le loro fragilità, i loro errori, i loro sogni e il desiderio di ricominciare. Un ragazzo, durante la lettura di uno dei racconti, si è emozionato fino alle lacrime. Un momento spontaneo che ha ricordato a tutti come le emozioni siano il primo linguaggio della gentilezza.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare un autentico ponte tra il “dentro” e il “fuori”, tra la Casa Circondariale locale e la scuola. I detenuti hanno iniziato a scrivere storie ispirate alle proprie esperienze di vita; sono stati poi gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado a completarle, trasformando la scrittura in uno spazio condiviso di riflessione, responsabilità e speranza.

Le prime cinque storie raccontano percorsi umani molto diversi: quello di Ylli, ex colonnello albanese travolto da una tragedia giudiziaria; di Francesco, elettricista che sogna di aprire un garage e ricostruire il proprio futuro; di Salvatore Zazzera, che mette in guardia i giovani dall’inganno dei soldi facili e invita a custodire la famiglia; di Valentino, che riflette sui piccoli inganni commessi da ragazzo e sul loro peso nella coscienza; e di Sven, giovane meccanico che ha scelto la strada dell’illegalità e oggi invita i ragazzi a credere nel lavoro onesto.

Non si tratta di giustificare gli errori, ma di comprendere che ogni persona è molto più della propria colpa. È proprio questo il significato del titolo del progetto: non giudicare una persona dalla sua “copertina”, ma imparare ad ascoltarne la storia. La gentilezza, in questo contesto, diventa la capacità di sospendere il pregiudizio, di accogliere il racconto dell’altro e di riconoscere il valore educativo dell’incontro.

Fondamentale il coinvolgimento delle scuole. Per l’ITES “Fraccacreta” il progetto è seguito dalla docente Aurelia De Filippis, con il dirigente scolastico Luigi Talienti; per l’IPEOA partecipano la docente Amelia Giancola e la dirigente scolastica Soccorsa Colangelo. La collaborazione tra istituzioni scolastiche, associazionismo e istituto penitenziario dimostra come la comunità possa diventare protagonista di percorsi di cittadinanza attiva e di educazione alla legalità e alla gentilezza.

«Le emozioni sono state tante – ha raccontato la presidente Arcangela De Vivo –. Il lavoro da fare è ancora lungo, ma noi ce la metteremo tutta». Parole che sintetizzano lo spirito dell’intero progetto: seminare gentilezza per raccogliere consapevolezza.

La Biblioteca Vivente non presta libri, ma vite. Ogni storia letta diventa un invito a riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte, sul valore della libertà e sulla forza della seconda possibilità. In un tempo in cui il giudizio è spesso immediato e superficiale, la gentilezza insegna invece ad ascoltare, comprendere e costruire relazioni autentiche.

Alla realizzazione dell’iniziativa hanno contribuito con sensibilità e impegno Loredana, Aurelia, Maria Teresa e Sabrina, insieme a tutto il gruppo di lavoro che continua a credere nel potere educativo dell’ascolto.

Perché la gentilezza non è soltanto un gesto di cortesia: è una scelta culturale, un atto di responsabilità e un ponte capace di unire mondi che troppo spesso restano lontani.

Coordinamento Costruiamo Gentilezza