Costruiamo Gentilezza

La gentilezza crea ponti: all’Arsenale della Pace di Torino la presentazione del libro Ambasciator porta seme

Il 9 ottobre, nella suggestiva cornice dell’Arsenale della Pace di Torino, si è svolta la presentazione del libro Ambasciator porta seme, scritto da Anna Vitiello, ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza. Un’opera che raccoglie esperienze e testimonianze di pratiche gentili realizzate dagli ambasciatori del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza, raccontando come piccoli gesti e azioni concrete possano contribuire a migliorare la vita delle comunità.

A moderare l’incontro è stata Francesca Trichilo, psicologa, insegnante e ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza, che ha accompagnato i presenti in un percorso di riflessione sul significato della gentilezza e sulle sue potenzialità come strumento di crescita individuale e collettiva. All’incontro hanno partecipato diversi ospiti, accomunati dall’impegno per il bene comune: Giulia Negri, assessore alla Gentilezza del Comune di Novara, Camillo Esempio, consigliere comunale di Novara, Tony Ledda, consigliere comunale di Torino, e Germana Delle Canne, ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza e referente per Pisa e provincia, territorio designato Capitale Nazionale della Gentilezza 2027.

Significativa la presenza dei rappresentanti delle istituzioni, appartenenti anche a schieramenti politici differenti, che hanno dimostrato come la gentilezza possa favorire il dialogo e rendere possibile un confronto costruttivo, capace di andare oltre le divisioni per mettere al centro il benessere della collettività. A raccontare il progetto nazionale Costruiamo Gentilezza è intervenuto anche il coordinatore Luca Nardi, che ha coinvolto il pubblico in due momenti di condivisione, invitando i presenti a esprimere le proprie riflessioni sulla gentilezza e a raccontare che cosa avesse lasciato loro l’esperienza dell’incontro. Un’occasione preziosa per trasformare l’ascolto in partecipazione e far emergere pensieri, emozioni e nuove consapevolezze.

Particolarmente significativo e toccante è stato l’intervento dell’autrice Anna Vitiello, che ha condiviso la propria esperienza di costruttrice di gentilezza nel Comune di Torre Annunziata. Con umiltà e attraverso il contatto diretto con le persone, Anna ha raccontato come abbia portato la gentilezza nella quotidianità della comunità, favorendo la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini nella realizzazione dei murales gentili. Un’esperienza che dimostra come l’arte possa diventare uno strumento per valorizzare il territorio, coinvolgere le persone e far emergere la bellezza che spesso attende soltanto di essere riconosciuta. Le sue parole hanno restituito il senso più autentico del libro: la gentilezza non è soltanto un’intenzione, ma una pratica concreta che prende forma attraverso le relazioni, la collaborazione e la capacità di coinvolgere gli altri in progetti condivisi.

Il tema della bellezza è stato ripreso anche da Francesca Trichilo, che ha proposto una riflessione sul potere dell’arte di andare oltre la dimensione estetica, diventando occasione di benessere diffuso. Attraverso l’espressione artistica è possibile creare connessioni, suscitare emozioni e favorire nuove prospettive. Quando l’arte incontra la gentilezza e la partecipazione, può contribuire a trasformare gli spazi e le relazioni, rendendo le comunità più accoglienti e attente ai bisogni delle persone. I murales gentili raccontati da Anna Vitiello ne sono un esempio concreto: opere che non si limitano ad abbellire un luogo, ma diventano il risultato di un percorso collettivo nel quale ciascuno può sentirsi parte di qualcosa di più grande.

L’incontro all’Arsenale della Pace ha lasciato un messaggio importante: la gentilezza può unire ciò che appare distante, creando occasioni di dialogo anche tra persone con idee e percorsi differenti. Come ha sottolineato in conclusione il coordinatore Luca Nardi, uno dei messaggi emersi è proprio il potere della gentilezza di costruire ponti tra realtà diverse, talvolta lontane tra loro, anteponendo il benessere della collettività alle divisioni. È questo lo spirito di Costruiamo Gentilezza: riconoscere che ciascuno può contribuire al cambiamento attraverso gesti, parole e pratiche capaci di generare fiducia, collaborazione e senso di comunità. Le esperienze raccontate in Ambasciator porta seme dimostrano che la gentilezza può mettere radici nei territori e crescere grazie all’impegno di chi sceglie di metterla in pratica ogni giorno.

Un sentito ringraziamento va a tutti gli ospiti e ai partecipanti che hanno contribuito ad arricchire l’incontro con le proprie testimonianze e riflessioni. Un ringraziamento speciale a Giada Fois, che ha impreziosito il pomeriggio con la sua straordinaria voce, regalando ai presenti un momento di emozione e bellezza. Perché, proprio come un seme, la gentilezza ha bisogno di essere accolta, coltivata e condivisa. E quando incontra persone disposte a prendersene cura, può crescere fino a diventare un bene prezioso per tutti.