Costruiamo Gentilezza

Montecchio Maggiore celebra la gentilezza con il Baskin: lo sport che include tutti

Che cosa c’entra la gentilezza con lo sport? A Montecchio Maggiore la risposta è arrivata in modo semplice, autentico e straordinariamente concreto grazie a una mattinata dedicata al Baskin, lo sport inclusivo che trasforma il gioco in occasione di incontro, relazione e crescita per tutti.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della Capitale Nazionale di Costruiamo Gentilezza 2026 e rappresenta un esempio concreto di come il Comune di Montecchio Maggiore contribuisca a dimostrare che la provincia di Vicenza è realmente una Provincia della Gentilezza, grazie anche ai 54 Comuni che hanno aderito all’iniziativa.

Nella palestra del Cosaro, studenti dei Comprensivi “Marco Polo” e “Anna Frank”, insieme ai ragazzi dell’IIS “S. Ceccato”, hanno vissuto un’esperienza che è andata ben oltre una semplice manifestazione sportiva. Sul parquet non contavano la forza fisica, l’età, il genere o le abilità personali. Tutti erano parte della squadra, ciascuno con le proprie possibilità: chi giocava, chi tifava, chi incoraggiava, chi aiutava il compagno in difficoltà. Ed è proprio qui che si manifesta la gentilezza più autentica, quella che accoglie, valorizza e rende ogni persona protagonista.

Il Baskin, nato come modalità inclusiva di giocare a basket, riesce infatti ad abbattere ogni barriera. In campo scendono insieme atleti con disabilità e normodotati, ragazzi e ragazze, giovani con capacità differenti, senza che le differenze diventino un limite. Ognuno contribuisce al gioco secondo le proprie caratteristiche e proprio questa partecipazione condivisa rende lo sport uno strumento potente di inclusione e solidarietà.

La mattinata organizzata dal Comune di Montecchio Maggiore ha rappresentato anche un’importante testimonianza di come il territorio stia costruendo concretamente una cultura della gentilezza, coinvolgendo scuole, associazioni, famiglie e giovani in percorsi capaci di mettere al centro chi troppo spesso rischia di essere escluso.

Erano presenti anche Maria Cristina Franco, consigliera provinciale di Vicenza con delega alla Gentilezza, e Maria Socchero, Assessore alla Gentilezza del Comune di Montecchio Maggiore, a testimonianza dell’impegno delle istituzioni nel promuovere una comunità sempre più inclusiva, attenta e solidale.

Durante l’evento gli studenti hanno inoltre raccontato la storia vera di Gaia ed Edoardo, simbolo del valore educativo e umano del Baskin. Gaia, ragazza autistica, ed Edoardo Levanja hanno costruito attraverso lo sport un’amicizia profonda fatta di sostegno reciproco, vicinanza e coraggio. Edoardo ha accompagnato e difeso Gaia, dimostrando come la vera inclusione nasca dalla capacità di guardare oltre i pregiudizi e le paure. Per questo impegno umano e sociale, il 5 aprile 2025 è stato nominato Alfiere della Repubblica. Mentre le squadre si affrontavano sul campo, altri studenti hanno messo in scena la loro storia, raccontando come amicizia, empatia e inclusione possano vincere il bullismo e abbattere le barriere culturali che troppo spesso isolano chi viene percepito come “diverso”.

Come ha ricordato Sira Miola, presidente nazionale dell’EISI – Ente Italiano Sport Inclusivi – il Baskin rappresenta una vera rivoluzione culturale prima ancora che sportiva. Lo sport, se ripensato per tutti, può trasformarsi in uno spazio di relazioni autentiche, in una comunità solidale, in un’esperienza capace di educare alla cittadinanza attiva e alla convivenza civile.

L’esperienza del Baskin a Montecchio Maggiore nasce undici anni fa all’IIS “S. Ceccato”, grazie all’impegno dei docenti di Educazione Fisica Lorella Meggiolaro e Andrea Callegaro, insieme a Sira Miola, raccogliendo l’intuizione dei pionieri Antonio Bodini e Fausto Cappellini di Cremona. Da allora il progetto è cresciuto fino a trasformare il Ceccato in un punto di riferimento per lo sport inclusivo. Sono nate società sportive come Karibu Baskin, oggi impegnata nei campionati ufficiali, e si sono sviluppate nuove attività adattate come atletica, campestre, bowling, calcio balilla e calcio inclusivo.

Alla base di tutto resta sempre lo stesso principio: “ciascuno a modo suo” e soprattutto “grazie a chi mi sta accanto”. È questo il messaggio più forte lasciato dalla giornata del Cosaro: la gentilezza non è soltanto un valore da raccontare, ma una scelta concreta che si costruisce ogni giorno attraverso relazioni, attenzione e partecipazione.

Il Baskin insegna che la vera vittoria non è arrivare primi, ma fare in modo che nessuno resti indietro.

Coordinamento Costruiamo Gentilezza