Costruiamo Gentilezza

Alla Scuola Bellani a Monza: parole e gesti che fanno bene: l’importanza dei pensieri gentili

Sono un’insegnante di sostegno presso la Scuola Bellani a Monza. Quando è arrivata la comunicazione della possibilità di partecipare ai “giochi della gentilezza”, mi è parsa subito una bella occasione per riflettere e giocare insieme. Abbiamo quindi subito invitato le candidature per svolgere il progetto in due classi (2b e 2g, entrambe classi a indirizzo musicale). Abbiamo occupato 2h, suddividendo il tempo in: breve introduzione (si è spiegato cosa si sarebbe andato a fare e ci si è chiesti il perché sarebbe stata un’attività importante), suddivisione in 4 gruppi (di circa 4 pp l’uno) e inizio del lavoro. La riflessione iniziale è stata impostata sull’importanza, e il significato che ognuno di noi dà, del compiere gesti ed usare parole gentili in modo appropriato per connetterci, aiutare e supportare gli altri/le altre. Una volta divisi in gruppi, studenti e studentesse hanno iniziato a pensare alle circa 15 frasi gentili da inserire nell’elaborato e poi le hanno condivise con le insegnanti presenti e gli altri gruppi. Successivamente ogni gruppo ha realizzato una brutta copia e poi una bella copia del prodotto finale. Alla fine delle 2h abbiamo appeso in fondo all’aula gli elaborati e consegnato gli attestati ai presenti (16 invece di 19, a causa di 3 assenti). Con la promessa che i tagliandini verranno usati durante tutto l’anno scolastico (e che, se finiranno, potranno farne di nuovi). Tutti si sono divertiti e alleggeriti nel condividere questo momento, anche esternando la propria soddisfazione con esclamazioni tipo “Come è stato divertente!” e “Mi sono proprio divertit*”, trasmettendo ovviamente il loro appagamento anche a noi docenti.

Ho voluto partecipare ai “Giochi della gentilezza” con il gioco “Pensieri gentili” proprio perché pensavo che l’esperienza avrebbe decisamente contribuito ad accrescere il benessere di ragazzi e ragazze, e quindi indirettamente di noi docenti e delle loro famiglie. Ho scelto il gioco “Pensieri gentili” perché mi piaceva che il concetto racchiudesse sia l’uso delle parole sia l’utilizzo dei gesti. Usare gentilezza è questo, non è una sola parola o un solo gesto, ma tante parole e tanti gesti che possono essere dette ed essere compiuti in molte occasioni. Inoltre mi piaceva che il gioco non finisse il giorno della realizzazione dell’elaborato, ma che potesse continuare. Infatti i tagliandini potranno essere staccati ogni volta che gli alunni e le alunne vorranno dedicare un pensiero gentile a qualcuno della classe, per tutto l’arco dell’anno. Perciò non è un lavoro fine a sé stesso, ma fruibile facilmente e a lungo. I gruppi hanno espresso davvero tanta creatività e collaborazione, si sono divertiti e alla fine erano soddisfatti.

Giulia Roveri, insegnante di sostegno