Come nasce l’idea dei compiti della gentilezza

Sono Anna Franca Stefanelli , una maestra di una quarta Primaria e insegno in una scuola in riva al mare, in uno splendido paese, Porto Cesareo in provincia di Lecce.
Mai come in questo momento pandemico così particolare e strano la vita ci presenta problemi da risolvere, ci pone innanzi ostacoli da superare e ci mette in situazioni spiacevoli da cui a volte gli adulti fanno fatica ad venire fuori, immaginiamo un bambino.

La scuola rappresenta in questo momento un luogo privilegiato dove i docenti devono essere i registi di un set che porti gioia e serenità.
Mi sono inventata una figura prodigiosa di maestra, ed è un vestito che cerco di indossare nel miglior modo possibile. E i miei alunni il mio prodigio lo avvertono, dimenticando almeno per un po’ tutto quello che questo momento così difficile sta comportando a loro e alle loro famiglie.
L’immagine è quella della maestra che mi piacerebbe essere sempre, quella provvida di consigli, di suggerimenti e di aiuti. Quella di una maestra che conosce le soluzioni ad ogni problema dei suoi alunni, a volte le invento per regalare loro serenità, quella che tesse in un giorno chilometri di tela ricca di buone parole e conforto, che separa tonnellate di paure dalla felicità. E i bambini si sa sono portatori sani di gioia e felicità.

Mai come in questo tempo i bambini hanno il bisogno di gentilezza. Di gesti gratuiti, di occhi più attenti, di parole dal suono e significato gioioso e tranquillo. È un momento arduo varcato sempre più spesso da asprezze e soprattutto da distanze, da manifestazioni degli altri intrise di diffidenza e chiusura.

Così ho colto l’occasione, per questa Pasqua di RINASCITA e quanto mai insolita, per assegnare dei compiti che siano un’occasione in più per sollecitare e attenzionare le parole e i gesti di cura verso se stessi e verso i propri cari. Per ricordare che tante piccole azioni positive messe insieme possono contribuire a vestire l’ambiente che li circonda di gioia e felicità insieme.
Naturalmente questi compiti per le vacanze dovrebbero avere un tempo dilatato, magari tutto il tempo dell’anno, e far diventare giorno gentile ogni giorno. Perché la gentilezza può essere contagiosa e magica, è terapia preventiva che dona pace al nostro cuore e che ci aiuta a procedere sempre verso un lieto fine nonostante le avversità e gli eventi spiacevoli della vita.

Cari bambini, vi prego di eseguire alla lettera tutti i compiti per le vacanze di Pasqua. Lo sapete che ci tengo alla precisione.
• Appena svegli salutate mamma e papà con un bacio, ringraziate sempre la mamma per la buona colazione che vi ha preparato.
• Leggete un buon libro se vi va.
• Giocate con i vostri cari.
• Mangiate un buon gelato e tutta la cioccolata delle uova di Pasqua.
• Addobbate la vostra casa di gioia e allegria, come solo voi sapete fare.
• Infine prima di andare a letto ricordate che presto torneremo nella nostra amata aula a sorriderci con gli occhi.
• Vi aspetto tutti il 7 aprile.
Ponete attenzione a tutti i punti affinché siano tutti svolti correttamente.
Un abbraccio la vostra maestra

 

Leggi la scheda dei Compidi di Gentilezza nell’Archivio delle Buone Pratiche di Gentilezza